Un libro che fa riflettere. “Mio fratello rincorre i dinosauri”

Spesso in un libro è racchiusa, in maniera palese o velata, la storia di chi la scrive. Storia interessante, scialba, noiosa, emozionante, avvolgente, singolare, accattivante…Quella che voglio raccontare è interessante ed emozionante …  io sono Gloria e frequento la classe terza della Scuola Media dell’Istituto Comprensivo di Santa Lucia del Mela. Come ogni anno, per il progetto lettura ci viene proposta la lettura di un libro, seguito dall’incontro con l’autore. Quest’anno scolastico abbiamo letto “Mio fratello rincorre i dinosauri” Fin dalle prime pagine avevamo colto un profondo interesse per la storia che veniva raccontata e, quando la nostra professoressa ci ha detto che l’incontro con l’autore non ci sarebbe stato ma potevamo andare al cinema a vedere il film, tutti noi abbiamo subito accettato con entusiasmo. Così, la scorsa settimana ho avuto modo, con i miei compagni di classe e gli altri alunni della scuola media di andare al cinema ad assistere alla visione del Film. Si tratta di una storia realmente accaduta ed è proprio il fratello maggiore, Giacomo, a raccontarla.      

Un libro che fa riflettere. "Mio fratello rincorre i dinosauri"

Parla della sua esperienza di vita non nasconde di raccontare che si vergognava di avere un fratello, ovviamente non un fratello normale ma Uno con la sindrome di Down. Giovanni, questo bambino super vitale, che incanta con il suo sorriso e commuove per la sua innocenza, era motivo di paura per Giacomo. Si, paura di poter essere deriso dagli altri suoi compagni, di non essere più accettato, così si chiude in sé stesso e per nascondere Giovanni è capace di tutto. Solo successivamente si accorge, però, di aver sbagliato a nasconderlo alla vita reale e si rende conto di quanto fosse veramente speciale. Personalmente non condivido il pensiero del protagonista Giacomo, ma al contrario, penso sia stato uno sciocco a non capire che stava commettendo un grosso errore a vergognarsi del fratello e a definirlo un” segreto”. Questo suo atteggiamento di rifiuto, in verità, faceva rabbia. Come può un fratello “normale” (si fa per dire) nascondere agli amici un altro fratello in difficoltà e che, proprio per questo, ha più bisogno di aiuto? Mi ha colpito un evento che purtroppo era presente solo nel libro: Giacomo ad una festa con il fratello incontra un ragazzo Down di circa vent’anni che ha mostrato la sua particolare visione dell’essere Down. È grazie a quell’incontro che lui riesce finalmente a cogliere, nel fratello, degli aspetti importanti che non aveva notato prima. 

Condivido, invece, la saggezza delle due sorelle che hanno saputo amare e difendere Giovanni in tutti i modi, giorno dopo giorno, lo hanno protetto e aiutato a crescere.

Io penso che il libro e anche il film vogliano lanciare un messaggio, una morale molto importante: liberiamoci dal peso del pregiudizio perché ognuno di noi è speciale, impariamo a conoscere la diversità, proponiamoci, apriamoci aiutandoli, perché solo in questo modo si può “scoprire” il loro essere speciali e solo così ci renderemo conto che il vero aiuto saranno loro a donarlo a noi.

Gloria Mazzù Classe III sez. A Scuola Media

I.C di Santa Lucia del Mela.

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