IO SONO CINESE MA NON SONO UN VIRUS

Noi siamo interessati ai virus culturali, emotivi e affettivi!

E’ una bella lezione contro la paura quella che viene dagli studenti cinesi dell’ItaStra a Palermo. Da nove anni uno scambio ne ha portato 300 dalla Cina a Palermo e altrettanti da Palermo in Cina, questi ultimi per ora sospesi; in 22 sono qui da luglio e 9 resteranno ancora un semestre.

Grazie allo scambio di mobilità internazionale con Sichuan International Studies University (Sisu) di Chongquing, la Facoltà di Lettere e Filosofia, il Dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche e la Scuola di lingua italiana per Stranieri dell’Università di Palermo per lo sviluppo di ampie forme di collaborazione e di scambio di studenti e di docenti tra le due Università studiano italiano, lingua e cultura italiana e seguono i corsi regolari all’Università di Palermo. Gli esami e i corsi ItaStri saranno riconosciuti dal loro Ateneo.

Qualcuno si scansa in strada, qualche sguardo strano capita ammettono i ragazzi cinesi e, per questo, il 19 febbraio stanno organizzando una cena a Moltivolti: tutti invitati.

Basta quindi all’inutile caccia all’untore di memoria manzoniana e basta ad assurdi e vergognosi comportamenti e atteggiamenti irrazionali e offensivi. La trasmissione del virus è legato a luoghi e contatti e non a un’etnia. E’ pertanto giusto essere cauti e adottare comportamenti sensati evitando episodi di razzismo sanitario.

C’è una enorme differenza fra la caccia l’untore di memoria manzoniana e il coronavirus del 2020: non siamo ignoranti ma siamo informati!

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