Carlo Magno, un sovrano dalla forte personalità

Nella notte di Natale dell’anno 800, nella basilica di San Pietro a Roma, avvenne un fatto che fece la storia: Papa Leone III incoronò Carlo Magno imperatore. Questi aveva combattuto, in nome del cristianesimo, tra il 772 e 795 contro quelle popolazioni europee ancora pagane, in particolare sottomettendo la Carinzia, regione dell’Austria, e la Baviera e la Sassonia, regioni della Germania. Egli aveva inoltre combattuto contro gli Arabi di Spagna, gli Avari della Pannonia e infine sconfisse nel 774 i Longobardi, nonostante avesse in un primo tempo sposato Ermengarda (o Desideria), la figlia di re Desiderio, per pacificare i due popoli. L’incoronazione di Carlo ad imperatore probabilmente fu un’iniziativa del Papa che non venne del tutto gradita dal sovrano, poichè questi temeva che l’essere consacrato dal pontefice volesse indicare la sottomissione del potere politico a quello religioso, mentre egli era convinto invece di essere, in quanto protettore della Chiesa, superiore al Papa stesso. Il nuovo impero del re dei Franchi e Longobardi prese il nome di “Sacro Romano Impero” e già nel nome, dunque, richiamava l’Impero romano. Ma tra le due istituzioni esistevano grandi differenze. L’Impero carolingio, infatti, era sacro perché Carlo aveva imposto la religione cristiana a tutti popoli che aveva sottomesso e il papa stesso lo aveva incoronato; l’Impero romano, invece, era laico ed era il senato a riconoscere come legittimo l’imperatore di Roma. L’Impero di Roma, inoltre, aveva il suo centro nel Mediterraneo, mentre quello di Carlo era continentale e aveva il suo centro nella valle del Reno; per i romani poi erano fondamentali i commerci e gli scambi, mentre in epoca carolingia si tendeva a un’economia chiusa, cioè a un’economia che consumava quanto veniva prodotto nella zona. Carlo Magno organizzò l’Impero, per poterlo meglio controllare, suddividendolo in marchesati e contee: si trattava di territori assegnati a suoi fedeli collaboratori, chiamati rispettivamente marchesi e conti, affinchè li amministrassero e potessero ricavare da quelle terre il loro sostentamento. I marchesi si trovavano nelle zone di confine più esposte ai pericoli di invasione, e per questo avevano a disposizione maggiori forze militari, controllavano un territorio più vasto e difficile ed erano perciò ad un livello sociale superiore rispetto ai conti, le cui contee si trovavano nelle zone interne. I marchesi e i conti erano funzionari pubblici dell’imperatore e dovevano garantire la difesa, amministrare la giustizia e riscuotere le tasse, ma erano controllati dai “missi dominici”, cioè gli inviati dell’imperatore, che visitavano regolarmente le varie regioni e riferivano al sovrano. Al di là delle conquiste territoriali e la costruzione di un grande regno, non va trascurato un’importante novità dell’Impero Carolingio, cioè la diffusione di una cultura non solo religiosa. Per Carlo Magno, infatti, lo sviluppo culturale era molto importante perché amministrare uno Stato vasto come il Sacro Romano Impero richiedeva persone capaci e preparate, ma allora erano pochi gli uomini colti.

Alcuino e schola palatina

Così Carlo Magno decise di fondare la Scuola Palatina, cioè del Palazzo reale, che non aveva scopi religiosi poichè doveva preparare i funzionari per il governo dello Stato. Vi insegnavano gli uomini più dotti dell’epoca, tra cui Eginardo e il monaco inglese Alduino. Il primo, che aveva conosciuto personalmente Carlo Magno, lo descrive di taglia robusta, di statura alta ma non eccezionale per i popoli germanici anche se misurava circa un metro e novanta, cioè sette piedi d’altezza. Aveva la testa rotonda, gli occhi molto grandi e vivaci, il naso appena più grosso del normale, i capelli già bianchi ma ancora folti, l’espressione allegra e ridente, il collo corto e grasso e il ventre un po’ sporgente. La voce era chiara ma un po’ troppo sottile per la sua stazza. Sempre Eginardo ha descritto anche il carattere di Carlo: un uomo abituato a comandare e a prendere decisioni difficili, sempre circondato dai compagni d’armi, dai suoi consiglieri, dai famigliari e dalle guardie del corpo. Un uomo generalmente gentile e cordiale con tutti, ma anche un uomo dagli improvvisi attacchi d’ira. Sicuramente però, al di là dei giudizi non sempre concordi su di lui, l’imperatore del Sacro Romano Impero fu un sovrano dalle capacità eccezionali e dotato di una forte personalità, come tutti i grandi uomini della storia.

 

Giorgia Pelleriti

Classe I, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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