IL SEGRETO DI ESCHER: LASCIARSI STUPIRE

Qualche mese fa, con l’inizio dell’anno scolastico 2017/2018, per le classi terze dell’Istituto Boer Verona Trento di Messina, è stata organizzata una visita al Palazzo della Cultura di Catania. Anche noi della classe 3E siamo stati coinvolti ed accompagnati dalla nostra insegnante di arte, la prof.ssa Giuseppina Bandiera, per avere l’opportunità di ammirare la mostra d’arte di Maurits Cornelis Escher.

Quest’ultimo è un incisore olandese, nato il 17 giugno 1898; quando frequentava la scuola era uno studente mediocre, tanto da essere bocciato in seconda elementare; l’unica materia in cui però eccelleva era proprio il disegno.
Questa sua passione è continuata nel tempo, infatti, terminati gli studi, ha iniziato a viaggiare soprattutto in Italia, affermandosi come artista.


Ma torniamo alla mostra in suo onore.
Una volta giunti con il pullman  al Palazzo della Cultura di Catania, siamo entrati nel “regno di Escher”  dopo una lunga attesa, ma non importava, perché in quel momento  avremmo potuto aspettare tutta la vita pur di mettere piede all’interno.
Quando siamo entrati, ci ha accolto la guida, una persona molto cordiale sin dal primo istante, che  ci ha parlato della vita di Escher e delle  sue opere.
L’artista utilizzava due tecniche chiamate “litografia” e ” xilografia”; entrambe prevedevano l’incisione delle immagini a rovescio, sulla pietra nel primo caso, sulle tavolette di legno nel secondo.
Le tavolette venivano poi inchiostrate e utilizzate per realizzare più copie dello stesso soggetto; Escher  stesso sosteneva infatti che l’opera d’arte in quanto tale non dovesse essere unica, ma riproducibile.

La mostra dell’incisore olandese poteva essere divisa in due parti: la rappresentazione del mondo realistico e quella delle figure inventate con una logica complessa.
Nella prima parte mi ha colpito la raffigurazione della chiesa Saint Francois, vista all’interno, da un angolo, dall’alto, ricca di ornamenti e decorazioni, tanto da sembrare una fotografia.


Nella seconda mi ha stupito la “Metamorfosi”, un’incisione lunga tre metri, che ritraeva la trasformazione da scacchiera a lucertole, nido d’ape, api, farfalle, uccelli, cubi, tetti e case che ritornavano ad essere nuovamente scacchiera. Inoltre c’erano fumetti e libri sui quali erano stampate le opere di Escher, ed ho focalizzato la mia attenzione soprattutto sull’incisione realizzata dall’artista sulla copertina di un libro di Italo Calvino. Finito il “tour” abbiamo salutato e ringraziato la guida  e ci siamo diretti verso il pullman per rientrare  a Messina; lungo il viaggio di ritorno pensavamo alle ore interessanti che avevamo trascorso in quella fantastica esperienza.
Nei giorni seguenti abbiamo fatto delle ricerche per documentarci meglio sull’artista e successivamente, con la collaborazione sia della prof.ssa Giuseppina Bandiera che della prof.ssa di lettere Debora Bertuccio, abbiamo lavorato ad un cartellone che abbiamo intitolato  “Sulle orme di Escher”.

Abbiamo così riprodotto su un foglio acetato le opere che ci avevano particolarmente interessato, a nostra scelta.

In conclusione vorrei riportare le parole del curatore della grande mostra che Milano ha dedicato ad Escher nel 2016/2017, ovvero Marco Bussagli: “La sua arte nasce dalla capacità di lasciarsi stupire, meravigliare dalla realtà e dalla natura, vista attraverso la lente deformante  e pure rigorosa della geometria e dell’ironia, presente nei suoi lavori più di quanto non si noti“.

Anche noi studenti della 3 E siamo d’accordo con quest’affermazione, perché Escher è davvero unico nel suo stile!

Maddalena Borruto

classe 3E

I.C. Boer Verona Trento Messina

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