EDUCARE ALL’USO DEI MEZZI PUBBLICI: UN PERCORSO DI CIVILTÀ.

Quante persone la mattina si svegliano, fanno colazione e si dirigono al lavoro o a scuola con i mezzi pubblici? Penso che per molti sia diventata un’abitudine timbrare il biglietto e sedersi in uno dei tanti sedili, purtroppo malconci per il poco rispetto.

I mezzi pubblici sono dunque un bene comune e costituiscono una risorsa importante per le città, perché contribuiscono a diminuire l’inquinamento e il traffico.

La mia città, Messina, è stata la prima in Italia a tornare al tram nel 2003 con una linea tranviaria lunga 7,7 km che serve il centro città da nord a sud. Tornare, perché sin dal 1890 Messina è stata dotata di una linea tranviaria che, in origine, era lunga ben 58 km e collegava Giampilieri (l’ultimo villaggio della periferia sud) alla cittadina di Barcellona Pozzo di Gotto.

È stata una scelta travagliata e avversata da molti, ma oggi si può dire che sia stata una scelta giusta, perché il tram ha aumentato l’efficienza del trasporto pubblico messinese ed è usato quotidianamente da moltissimi utenti.  Ora il traffico in centro è molto più scorrevole e l’inquinamento è sicuramente diminuito. Inoltre, i tram utilizzati sono molto moderni e a risparmio energetico, perché sono capaci di immagazzinare e riutilizzare l’energia sviluppata in frenata.

Ma i mezzi pubblici, purtroppo, non sempre godono del rispetto dei cittadini; più spesso sono teatro di comportamenti incivili e perfino violenti. Non solo gruppi di vandali, o semplicemente utenti poco educati, si rendono autori di atti di “maltrattamento” nei confronti dei mezzi, qualche volta avvengono anche delle aggressioni agli addetti: controllori o autisti.

Ci sono stati molti casi in città come Milano, Roma, Palermo e anche Messina. Le aggressioni avvengono spesso quando i controllori chiedono i documenti a quelle persone sprovviste del titolo di viaggio, per poterle sanzionare, così come vuole la legge. Queste aggressioni, oltre ad essere verbali, sono purtroppo anche fisiche con pugni, calci e, a volte, molto cruente. Per cercare di risolvere il problema e di proteggere i lavoratori si è pensato di progettare degli autobus con cabine blindate per gli autisti. A Palermo l’azienda che gestisce il trasporto pubblico ha deciso di investire alcune migliaia di euro per sperimentare un nuovo sistema di sicurezza: le guardie giurate. Altri casi gravi sono successi a Roma, dove è stata addirittura sorpresa una “baby gang”, formata da due tredicenni e da un ragazzino di dieci anni, che si divertiva ad azionare estintori, infrangere finestrini e scarabocchiare sedili e sostegni.

Ma in un paese civile questo non dovrebbe accadere. Il rispetto dei mezzi pubblici e di chi lavora per renderli fruibili da tutti i cittadini è fondamentale per vivere in una società migliore.

E mi addolora pensare che in Italia, paese di antica e nobile civiltà, si registrino episodi di questo tipo, che ci rendono agli occhi di tutti esempio di inciviltà!

Perciò ritengo che la campagna lanciata dalla FIT CISL sia molto utile per promuovere l’educazione delle giovani generazioni nell’ambito dell’utilizzo dei mezzi pubblici.

Forse non è troppo tardi, forse non siamo troppo DISTANTI dalla civiltà se con i mezzi pubblici andiamo AVANTI!!!

Valeria Cicceri

classe II D scuola secondaria di I grado

I.C. n. 14 “San Francesco di Paola” Messina

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