Il limite: una soglia verso nuovi orizzonti

L’uomo, sin dalla sua comparsa sulla Terra, si è posto numerosi quesiti esistenziali nell’intento di indagare la propria natura, il perché di sé stesso e delle cose che lo circondano. Durante questo viaggio introspettivo, universale e interminabile, l’umanità ha ammesso, dogmaticamente, la presenza dell’infinito, del perfetto, dell’illimitato. Riconoscendo ciò, però, l’uomo, che è per sua natura finito e imperfetto, perché mortale, ha dovuto riconoscere la presenza di limiti e restrizioni talvolta invalicabili.

Si pensi, anzitutto, a come siano nate le religioni, in particolar modo quelle abramitiche. Gli uomini, infatti, prendendo atto della caducità della vita, che è senz’altro il più grande limite esistenziale, intimoriti dal dolore e dalle malattie, e immersi in un mondo a tratti benevolo altre volte tetro e assassino, hanno sentito la necessità di postulare l’esistenza delle divinità: esseri infiniti, sovrannaturali, potenti e salvifici, capaci di risolvere la finitezza umana nell’infinito.

Il tema del limite è stato anche il soggetto privilegiato della speculazione di filosofi e poeti. Ne è un esempio uno dei più grandi autori della letteratura di tutti i tempi: Giacomo Leopardi. Nel suo immenso laboratorio speculativo, intellettuale e di scrittura, di cui lo Zibaldone è testimonianza, il poeta recanatese affronta approfonditamente la questione dell’infinito, elaborando, così, anche la famosa “teoria del piacere”. Leopardi ammette l’esistenza del piacere, come una condizione di felicità transitoria, ma riflette su come invece il Piacere, assoluto e infinito, inteso cioè in senso ontologico, seppur intuibile resti comunque irraggiungibile. L’uomo, dunque, pur essendo destinato alla felicità, è subordinato ai vincoli contingenti posti dalla Storia prima, dalla sua stessa natura dopo.

L’insuperabilità del limite, però, non ha unicamente un’accezione negativa. Tutt’altro. È proprio la coscienza della propria limitatezza, infatti, che spinge gli uomini ad addentrarsi in una costante ricerca di felicità nella speranza di raggiungere una migliore condizione esistenziale. Il limite dunque non è un ostacolo ma è una frontiera, una soglia verso nuovi orizzonti.

 

Francesco Arena classe V A

Liceo scientifico- opzione scienze applicate- “Empedocle” (Me)

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