Un amore per la chimica nato al Majorana: Antonio Crimaldi lo racconta al quotidiano l’Ettore

Antonio Crimaldi è un neo dottore in Chimica Industriale, ex centista del Majorana, ora trasferitosi presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna. Nel suo percorso di studi ha nutrito un sentimento particolare per il Majorana e attraverso le pagine online del quotidiano scolastico ha risposto alle nostre domande.

Cosa ti ha spinto a intraprendere gli studi di Chimica?

Sono sempre stato portato per le materie scientifiche ed ho scelto senza indugio, dopo la scuola media, di iscrivermi all’Istituto Tecnico Industriale “E. Majorana” di Milazzo. Allora i corsi erano suddivisi in un biennio comune e in un triennio di specializzazione.  La scelta del percorso in Chimica e materiali è stata anche sostenuta dall’incontro con i docenti di indirizzo, i proff. Di Bella e Saccà, che durante gli anni del biennio sono riusciti a trasmettermi la loro passione verso questo meraviglioso universo.

 

Quanto pensi che sia stato importante aver frequentato l’ITT Majorana nella specializzazione chimica e materiali?

Credo che la frequenza del “Majorana” sia stata non solo importante, ma fondamentale per la mia formazione, sia umana che scolastica. Negli anni della scuola ho avuto la fortuna di incontrare Insegnanti in grado di farmi capire l’importanza dello studio consapevole e appassionato, indipendentemente dalla disciplina insegnata.

La scelta della specializzazione in “Chimica” mi ha consentito di “innamorarmi” letteralmente delle discipline di indirizzo, in particolare “Impianti Chimici Industriali”, che ho avuto la grande fortuna di poterla frequentare per l’intero corso con il Prof. Prizzi, che mi ha indirizzato nelle scelte universitarie e che, giorno dopo giorno, sto imparando ad apprezzare.

 

Quali attività svolte al Majorana ti hanno maggiormente aiutato nella scelta del corso di laurea?

Come detto prima, la frequenza del percorso scolastico mi ha consentito di crescere sia umanamente che “professionalmente”.

Finita la scuola avevo il desiderio di approfondire gli aspetti “industriali” della chimica. Per questo, al momento della scelta del C.d.L. ero intento ad iscrivermi in Ingegneria Chimica, che però avrei dovuto frequentare in un’altra città, in quanto l’Ateneo di Messina non lo aveva ancora inserito nella propria offerta formativa.

In quel periodo stavo ultimando anche gli studi al Conservatorio Musicale di Messina, che ho affiancato a quelli prima scolastici e dopo accademici, dove frequentavo il corso di vecchio ordinamento in Trombone e che, per motivi burocratici, non potevo trasferire in un altro conservatorio.

Per questo motivo, dovendo scegliere tra i corsi attivi a Messina, ho deciso di iscrivermi in “Chimica Industriale”, il percorso che più si avvicinava alla mia idea iniziale.

 

Avere conseguito il diploma di “perito chimico” ti ha facilitato negli studi per il conseguimento della laurea triennale?

 La preparazione e le conoscenze acquisite durante gli anni della scuola sono state molto utili per affrontare il corso di laurea. Conoscere gli argomenti di base mi ha permesso di consolidare le conoscenze fondamentali per poter meglio comprendere gli argomenti più complessi.

Cosa ancor più importante, è stato il vantaggio che ho avuto in laboratorio: frequentare il “Majorana” e i suoi laboratori mi ha permesso di acquisire delle competenze tecniche che altri colleghi, alcuni dei quali provenienti da altri Istituti tecnici, non possedevano.

Questo per me è stato davvero un grande punto di forza.

 

Hai scelto l’Università di Bologna per completare il tuo percorso universitario e conseguire la laurea magistrale in Chimica Industriale. Quali sono stati i motivi che ti hanno convinto a scegliere questa prestigiosa sede universitaria?

 Ci tengo a premettere una cosa: secondo il mio punto di vista, un ragazzo appena diplomato che intende effettuare un percorso universitario efficace, nei limiti delle possibilità, dovrebbe scegliere l’Ateneo più vicino a casa. Il passaggio dalle scuole superiori al mondo accademico è importante e non semplice, per cui la vicinanza della famiglia può essere un grande aiuto per riuscire a metabolizzare il nuovo modo di affrontare gli studi.

Per ciò che concerne la mia esperienza, col senno di poi, sono stato felice di frequentare il corso di Chimica Industriale a Messina. Durante gli anni dell’Università ho maturato non solo le mie conoscenze, ma anche l’idea che mi ero fatto del mondo della chimica.

All’inizio ero convinto che l’utilità della chimica, quella industriale, fosse principalmente legata alla produzione di combustibili a partire dal petrolio e ai prodotti farmaceutici. Non è così. La comunità scientifica guarda ad un mondo molto più ampio, fatto anche di fonti rinnovabili, catalizzatori altamente funzionali e nanomateriali utili in tantissime applicazioni, e molto, molto altro ancora.

In questi anni mi si è aperto un mondo, molto più affascinante di quanto io potessi mai immaginare. Per farvi un esempio: per la stesura della mia tesi di laurea ho avuto la possibilità di lavorare allo sviluppo di catalizzatori in grado di favorire particolari reazioni di conversione delle biomasse, come gli scarti delle produzioni agro-alimentari, i rifiuti, ecc., a combustibili per autotrazione che, se utilizzati al posto degli attuali di origine fossile, potranno contrastare le esagerate emissioni di CO2 e contribuire alla realizzazione di un mondo più sostenibile.

Per quanto riguarda la scelta dell’Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna come sede dei miei studi magistrali, posso dire che questa è stata essenzialmente dettata dal fatto che l’Ateneo vanta la più antica e una delle più importanti Facoltà di Chimica Industriale di tutta l’Europa (le Facoltà non esistono più nelle Università Italiane: adesso, a causa delle Spending Reviews, queste sono state accorpate in Dipartimenti più o meno ampi, quindi anche dal punto di vista economico, essendo disponibili meno fondi, si hanno a disposizione meno servizi, ecc.). In queste ultime settimane ho avuto la possibilità di vivere la città di Bologna e, anche se ancora ho molto da scoprire e conoscere, posso dire che sono felice della scelta fatta.

 

Ti piacerebbe fare delle esperienze di studio in qualche prestigiosa Università estera?

Ovviamente la possibilità di frequentare qualche semestre in un’altra Università europea potrebbe consentirmi di allargare ancora di più i miei orizzonti, oltre ad arricchire il mio curriculum. Io sono sempre stato molto realista e ho sempre ponderato le mie scelte. Pertanto, al momento sono felice di questa nuova possibilità; più avanti, magari, nuove esigenze mi porteranno a ricercare altre strade.

 

Che cosa consigli ad un giovane che si accinge a dover effettuare la scelta della scuola superiore?

In questo caso, mi si consenta, sarò di parte.

La Sicilia, Messina, Milazzo e dintorni, hanno la straordinaria fortuna di trovare a pochi metri di distanza una scuola che nell’ultimo decennio, grazie all’opera iniziata dal Preside, il Prof. Stello Vadalà, e tutto il Suo staff, a partire dalla Prof.ssa Clemente e così via, ha raggiunto un livello inimmaginabile.

In questo contesto storico, il mondo ha bisogno più che di pensatori (ne abbiamo fin troppi, specie in Italia), di gente che sappia fare e che sappia fare bene.

La frequenza di una scuola come il “Majorana” può consentire la formazione di generazioni di studenti che non abbiano alcuna difficoltà né nella frequenza di un corso di laurea impegnativo come quelli scientifici, né nel trovare una buona collocazione nel mercato del lavoro. Nella vita ho imparato che è importante seguire i propri sogni, ma allo stesso modo mantenere sempre un contatto vivido con il mondo che ci circonda.

 

Che cosa ti auguri per il tuo futuro?

Per il mio futuro prossimo mi auguro, semplicemente, di poter continuare il percorso che ho intrapreso qualche anno fa nel modo in cui l’ho condotto fino adesso e, in generale, che tutti i sacrifici fatti da me e da chi mi sta attorno e mi sostiene, possano essere ricompensati al momento e nel modo giusto.

Vi ringrazio per la possibilità datami tramite questo invito e ne approfitto per mandare un caloroso abbraccio a tutti i docenti che mi hanno accompagnato negli anni della scuola e che mi hanno consentito di diventare la persona che sono oggi.

 

ROSARIO SACCA’

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