La Commedia divina” rivisita in chiave di parodia un grande poema

E’ stato un vero onore per la Scuola secondaria di primo grado “Foscolo” ospitare, giovedì 9 e venerdì 10 gennaio 2020 nella sua palestra-auditorium, gli alunni della IVB del Liceo Scienze Umane di Castroreale I.I.S. “Medi” che si sono esibiti in due repliche di una versione davvero esilarante della “Divina Commedia” proponendo una parodia intitolata “La Commedia divina”, diretta da Giuseppe Fazio. Il motivo per cui la possiamo considerare “esilarante” è perché gli sceneggiatori hanno cambiato i caratteri dei personaggi dell’originale, rendendoli più divertenti e “moderni”: hanno trasformato, ad esempio, Dante in una persona simpaticamente ridicola; Virgilio aiuta Dante solo perché gliel’hanno imposto; Beatrice non prova tutta la simpatia per il Sommo Poeta che provava nel poema; Caronte non era un vecchio con la barba perché si era rifatto più giovane per trascinare meglio la barca.

La rappresentazione teatrale, poi, per essere più interessante per tutti, è stata incentrata per la maggior parte su cosa succedeva giù nell’Inferno, da sempre la cantica più viva per scene e personaggi. In particolare hanno cambiato molto l’aspetto di Lucifero, che è stato interpretato da una ragazza e aveva una testa invece di tre perché le altre due se le era fatte togliere e gli uomini che aveva in bocca (Bruto, Cassio e Giuda) li aveva già inghiottiti. Hanno cambiato anche, Paolo: qui è molto sensibile e piange sempre sulla spalla di Francesca perché è morto troppo giovane.

In più all’Inferno hanno aggiunto il giudizio di Minosse, il quale a tutte le anime morte che arrivavano lì per la prima volta e chiedevano in quale cerchio dovessero andare, rispondeva – citando la celebre scena del film “Non ci resta che piangere” di Massimo Troisi – “un fiorino”. Minosse poi faceva spesso commenti su tutto, accompagnato da una segretaria molto timida, e quella scena era veramente particolare perché gli attori hanno interpretato nel modo più ironico possibile come le anime dei morti capivano in quale cerchio andare in base ai crimini commessi in vita. La commedia finisce poi con Dante svenuto che, invece di essere trasportato da qualche altra parte, viene lasciato lì, perché al suo risveglio sarebbe ritornato nel mondo dei vivi.

La “Commedia Divina” è stata quindi molto ben recitata, musicata e sceneggiata e non sono mancati quindi moltissimi applausi e apprezzamenti in entrambe le sue messe in scena da parte degli alunni e docenti della “Foscolo” che vi hanno assistito.

Per mio conto, penso invece che questa rappresentazione teatrale, questa versione più leggera di un grande poema sia stata molto piacevole e credo che sia proprio questo il miglior modo di spiegare e fare apprezzare la “Divina commedia” ai ragazzi di oggi, scherzando sui fatti e facendo divertire tutti. È stata veramente un’idea geniale quella degli insegnanti del Liceo delle Scienze Umane di Castroreale e dell’Associazione Talenti di affrontare un tema così complesso in modo leggero, appassionando sia tutti gli alunni che hanno preso parte alla rappresentazione, molti dei quali ex alunni dalla “Foscolo”, sia gli spettatori che ormai da diversi mesi hanno avuto modo si apprezzarne il valore. Non è da tutti riuscire a cambiare un poema così serio in una commedia così divertente.

E non si può che dire una sola parola: BRAVISSIMI.

Chiara Palella

Classe II, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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Un pensiero riguardo “La Commedia divina” rivisita in chiave di parodia un grande poema

  • 13 Gennaio 2020 in 14:12
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    Siamo veramente lusingati nel leggere l’articolo di ottima fattura che ha saputo cogliere gli aspetti più autentici dell’allestimento teatrale individuando, con attenta e profonda lucidità, caratteri e significati delle scelte interpretative. Grazie, grazie, grazie. ❤️❤️❤️

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