Chi sono i nuovi eroi?

Eroi?: Bell’aspetto e un telefono: bastano questi due prerequisiti per cominciare a costruire il proprio trono, per iniziare a scalare quella montagna la cui vetta è ambita un po’ da tutti. Trattasi del successo, della fama, della gloria. Fa parte della natura stessa dell’uomo, quel desiderio di prevalere, di sovrastare su chi gli sta intorno e affermarsi su tutto e su tutti. Dai capi tribù agli imperatori, dai generali ai capi di Stato: cambiano le modalità ma uguali e sempiterni sono gli obiettivi, ovvero la gloria, la notorietà da cui scaturiscono l’importanza e l’influenza sul resto del popolo. Già, l’influenza… Immediato il riferimento ai “nostri” influencers, che si impongono sui loro followers e anche su chi non li segue.

Chi sono i nuovi eroi? Bell’aspetto e un telefono

Modelli di vita, icone, i nuovi idoli degli adolescenti. Dominano sul palco della realtà quotidiana, intasano cellulari con notifiche di nuovi post. Ed è grazie ai nostri likes, ai nostri commenti e alle nostre condivisioni che adesso hanno raggiunto l’apice del loro successo; sono importanti e riescono a coinvolgere chi li vede su uno schermo piatto, tanto da avere effetti anche devastanti sui vari fruitori.

Chi sono i nuovi eroi? Bell’aspetto e un telefono

Oserei definirli “dittatori del XXI secolo”. Geni del marketing e dei nuovi mezzi di comunicazione, hanno il merito di trovarsi al posto giusto al momento giusto, sfruttando il potere che i social network hanno ormai nella vita di ciascuno di noi. Hanno avuto la capacità di costruire il proprio trono autonomamente, insistendo sulla loro immagine, osannando il loro aspetto, il loro essere fotogenici e telegenici. Telegenici, poiché chi non punta sui social o quantomeno non li vede come proprio “cavalli di battaglia”, punta tutto sulla TV o su mezzi come YouTube. Talk show in cui anche i politici cercano consensi, attaccando opinioni altrui, completamente chiusi al dialogo.

Chi sono i nuovi eroi? Bell’aspetto e un telefono

Chi urla di più ha maggior successo, anzi, oggi diremmo “diventa un fenomeno della rete” e ancora una volta, tutto ruota intorno al World Wide Web. Ma in mezzo a un mare magnum di negatività, c’è qualcosa di buono, qualche isolotto che non fa perdere speranza ai naufraghi. Sono tutti quei ragazzi e quelle ragazze che non decidono di partecipare a un programma televisivo soltanto per affermare ancor di più la loro fama o per farla tornare a galla. Sono quei giovani che vogliono inseguire un sogno su cui basare il loro futuro, che hanno una vera voglia di affermarsi in una società che non offre molti sbocchi lavorativi e che per questo decidono di partecipare ad un talent show.

Chi sono i nuovi eroi? Bell’aspetto e un telefono

Si mettono in gioco in tutti i sensi, per dimostrare il loro valore, ma soprattutto la loro voglia di condividere con il mondo intero il proprio dono, il loro talento. Non si può più negare come, oggi, tutto, o quasi, sia facilitato dai nuovi format televisivi o dalle nuove tecnologie. Piccolo ma significativo parallelismo: nel ‘400 ci fu chi ricevette la corona di miglior poeta senza alcun aiuto o trampolini di lancio, mentre oggi abbiamo chi riceve il premio come miglior cuoco amatoriale d’Italia, grazie a quattro giudici. Quanto è cambiato l’uomo, quanto sono cambiati i mezzi a nostra disposizione. Ma è egualmente meraviglioso e, in un certo senso, soddisfacente vedere come in certi casi basta essere semplicemente se stessi per ottenere la fama, il successo.

La memoria va ai nomi di Malala Yousafzai, Greta Thunberg o i nostri Bebe Vio, Manuel Bortuzzo. Sono la testimonianza vivente di come noi giovani, con le nostre parole, iniziative, imprese sportive e testimonianze possiamo costruire da soli la nostra “ascesa”, la nostra fama, diventando esempi per grandi e piccoli. Alcuni di loro vincono premi Nobel, addirittura; altri finiscono sulle prime pagine, ma tutti, raccontando la propria storia e donando al mondo intero la loro energia positiva, diventano i veri eroi, i veri salvatori di questo mondo fatto di schermi OLED, trasmissioni televisive, falsi idoli e veri usurpatori. Prendiamo loro come modelli di vita, ammiriamoli in tutto ciò che fanno per il mondo intero e, conseguentemente, lasciamoci pervadere da una positiva voglia di fare, di affermazione, da una vantaggiosa e non presuntuosa “fame di fama”.

Gianmarco Cotroneo

Liceo Classico “Caminiti-Trimarchi”

Santa Teresa di Riva

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