UN POMERIGGIO A…MONTALBANO

COL PROF.GIOVANNI PANTANO AUTOREDEL LIBRO “UN SEGNO…UN BORGO MONTALBANO ELICONA”

  Parterre d’eccezione lunedì 3 dicembre al Majorana di Milazzo per la presentazione del libro dall’evocativo titolo “UN SEGNO…UN BORGO MONTALBANO ELICONA”, storia del territorio e del suo rapporto con la popolazione del borgo di Montalbano scritto dal professore Giovanni Pantano stimato docente della Scuola.

aula magna

Il dirigente scolastico prof. Stello Vadalà, il vicario prof. Emilio Arlotta, il dott. Claudio Graziano presidente della  LUTE, il dott. Filippo Taranto sindaco di Montalbano Elicona, l’editore del libro Pierangelo Giambra, il prof. architetto Giuseppe Fera ordinario di urbanistica dell’Università di Reggio Calabria, in un’Aula Magna gremita di ascoltatori, hanno illustrato e rivisitato il pregevole lavoro, colto e di facile approccio per la prosa scorrevole e fluida, per le immagini curate e l’elegante impaginazione

  L’incontro moderato dalla prof.ssa Rossella Scaffidi che sottolinea le qualità umane e professionali dello scrittore, si apre con i saluti del vicario prof. Arlotta che ribadisce la stima per l’autore collega e amico.

  Ad aprire il dibattito è il prof. Fera che, con una dettagliata e sottile analisi, sottolinea come l’idea centrale del libro sia che “la storia dell’urbanistica, lungi dall’essere storia di piani, norme e di scelte tecniche è lo specchio dell’intimo rapporto che lega una comunità al suo ambiente e al suo territorio” e, continua, sottolineando come “acqua, terra, aria siano gli elementi primari checostituiscono l’essenza del sito come a volere ricondurre le “radici culturali del testo…alle origini della storia della filosofia stessa”.

  Il prof. Fera si sofferma sul valore del borgo come luogo aggregante, insieme di uomini, cittadini, di una collettività che si riconosce nei “beni comuni”. Nell’Ultimo secolo, continua, “abbiamo assistito allo spopolamento dei piccoli centri a vantaggio delle aree urbane della costa” così anche Montalbano ha rischiato di perdere la sua identità culturale. Oggi, però, proprio questo borgo sembra vivere un momento felice ed esistono le possibilità che, insieme ad altri simili borghi, possa tornare ad essere un luogo di aggregazione e di attrazione turistica per le bellezze naturali, storiche, artistiche e per iprodotti agro-alimentari così tanto oggi apprezzati. Il sindaco dott. Taranto interviene illustrando alcuni luoghi come il Castello che, ora, dopo numerosi interventi di restauro, sarà reso fruibile alla comunità e ai turisti chevorranno ammirarne la grandiosità.

   Segue il discorso del Dirigente Scolastico prof. Stello Vadalà che sottolinea all’attenta platea il rapporto professionale distima e affettivo che lo lega al prof. Pantano e passa poi ad una colta dissertazione del libro: dagli aspetti storici e artistici che le numerose immagini ci rimandano al rapporto tra l’ambiente e le persone che in un continuo scambio simbiotico hanno, insieme, creato l’identità del borgo in un “unicum“che ne rende affascinante la storia passata e presente. Elegante ha definito l’impaginazione e pregevole la scelta della carta adatta ad evidenziare lenumerose foto. L’editore Giambra rileva l’importanza delle vesti grafica. Ilprof. Pantano, conclude il Dirigente Scolastico, “è un ottimo ricercatore ma è anche un professore. Il prof. Pantano sa dire e sa dare. Dice perché è uno studioso, dà perché è un docente”.

   Un autore visibilmente emozionato e commosso prende, alla fine, la parola e conclude l’evento. Ringrazia e sottolinea illegame affettivo che lo unisce ai presenti; parla del libro facendo riferimento anche al precedente su Barcellona P.G. Quest’ultima fatica, dice, lo ha portatonei luoghi dell’infanzia e lo si coglie nei toni e negli accenti talvolta lirici. Le case, le vie del Borgo premiato nel 2015 come borgo dei borghi da Rai 3 diventa il luogo dell’anima e della memoria, della tenerezza, del ricordo di un tempo che fu con la consapevolezza di un presente prospero e consapevole.

   Storia, evoluzione urbana, arte, passato e attualità, recupero dei beni architettonici, rapporto costante tra abitanti e territorio sono, quindi, l’essenza del libro e gli aspetti ribaditi dal suo autore. Le domande del pubblico e un lungo applauso concludono il piacevole e interessante incontro.

Maria Chillè   

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