PretenDiamo legalità

QUESTURA DI MESSINA

 

Giorno 28 febbraio 2018 alle ore 9:50 tutte le classi terze dell’istituto Comprensivo Bastiano Genovese si sono recate verso la Questura di Messina.

Appena arrivati dopo pochissimo tempo ci siamo divisi in vari gruppi e il capo Eleonorolfo insieme ad altri poliziotti ci hanno fatto risolvere due casi. Il proprietario del negozio in questo caso la vittima chiama al 113 che sarebbe il numero della polizia di stato, descrive i due rapinatori:  il primo aveva un fucile dal manico di legno, aveva circa 40 anni alto 1,70, con un giubbotto celeste, una tuta blu, calzini a righe bianche mentre il  secondo era più anziano, aveva  circa 42 anni, teneva in mano una pistola, era  magro, aveva una  felpa nera, scarpe marroni con lacci gialli,  e un cappello rosso con la scritta Italia, entrambi  a viso coperto.  In più la vittima da colore e nome dell’auto fiat punto grigia. Il caso si svolge nella via Luciano Manara n. 50, i due rapinatori hanno sparato in una vetrina del negozio per far intimorire il proprietario. Noi ragazzi abbiamo trovato alcune soluzioni, come per esempio:

  • Cercare attraverso le telecamere di sorveglianza nelle vicinanze
  • Parlare con la vittima e farsi descrivere meglio i due rapinatori
  • Bloccare le strade nelle vicinanze
  • Guardare attraverso le telecamere la targa dell’auto e cercarla attraverso la motorizzazione di Messina e scoprirne il proprietario
  • Andare a casa dei sospettati e perquisire la casa.

 

SOLUZIONE DEL CASO

La volante di Messina ha risolto il caso perquisendo le case dei sospettati, se la macchina scappava vuol dire che nascondeva qualcosa perciò questo era un altro sospetto, si trattava anche di persone pregiudicate (avevano precedenti penali). All’interno delle abitazioni dei sospettati, trovarono gli abiti che la vittima aveva descritto, sono certi che al 99,9 % siano stati loro, nella macchina hanno anche trovato la pistola e la cocaina, la pistola però non l’hanno utilizzata hanno usato solo il fucile a carne mozza, riescono a trovare le loro impronte negli oggetti.  Avevano così risolto il caso.

SECONDO CASO

Stavolta, si trattava, di un decesso di una ragazza di appena 15 anni, di questo caso se ne occupò la squadra mobile non più la volante, perché, in questo caso si trattava di un’operazione più lunga e più delicata.  Ad avvisare la polizia è un pescatore di nome Antonio De Gaetano, avevano pochissime informazioni sapevamo solo che era una ragazza con i capelli biondi. I due ragazzi scappano a bordo di un’auto. Ci sono 5 sezioni:

  1. Mafia;
  2. Dei reati, criminalità extra straniera;
  3. Reati contro la persona;
  4. Reati contro il patrimonio;
  5. Sezione anti droga.

In questo caso si trattava della 3 sezione, noi sappiamo solo di un omicidio, non sappiamo se è morta di morte naturale o di altre cose.

Il pescatore gli dà un altro indizio, il colore e la targa parziale dell’auto.

Noi ragazzi abbiamo trovato alcune soluzioni:

  • Esaminare l’autopsia
  • Vedere sul telefono se c’erano scritte minacce
  • Attraverso la motorizzazione di Messina si poteva guardare tutte le targhe che iniziavano o finivano in quel modo, scrivere il nome dei proprietari e interrogarli.

SOLUZIONE DEL CASO

La squadra mobile ha trovato la soluzione attraverso il GPS dell’auto, i tabulati telefonici hanno fatto capire dove era la ragazza. Quello stesso giorno quando avevano ricevuto la chiamata del pescatore anche i genitori della ragazza chiamarono per dire che la figlia era scomparsa da 24H. La polizia capisce che si trattava della stessa ragazza. Capiscono che la ragazza era morta non di morte naturale ma aveva assunto sostanze stupefacenti e per questo era morta di overdosi. Trovano i due ragazzi e così risolvono il caso.

Questa giornata per noi ragazzi è stata molto interessante e ci ha aiutato a capire come affrontare casi di questo tipo.

Questo è stato il primo incontro e non l’ultimo.

Impallomeni Alessia e Porcino Chiara 3B

IC Bastiano Genovese

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