UGO FOSCOLO, PENSIERO, OPERE E RIFLESSIONI

Foscolo è stato uno dei più grandi poeti della storia della letteratura italiana.

Zante

Egli nacque a Zacinto nel 1771; dopo la morte del padre, si trasferì a Venezia, dove accolse Napoleone come un liberatore e ne rimase deluso quando cedette all’Austria quella terra. Fu invitato dagli austriaci a dirigere un giornale, ma rifiutò e fu costretto ad andare in esilio. prima in Svizzera e poi in Inghilterra dove morì quasi in miseria.

Egli non ebbe sempre lo stesso pensiero; il suo modo di pensare è cambiato nel tempo, mano a mano che si succedevano gli eventi storici.

All’inizio era illuminista, ciò significa che credeva: nella ragione, negli ideali di “Libertà, Fratellanza e Uguaglianza”, nella democrazia, nel valore della cultura (enciclopedismo) e nell’importanza di essere tutti fratelli e cittadini del mondo (cosmopolitismo)…

Durante il periodo napoleonico fu affascinato dal neoclassicismo, adorava i classici latini e greci, e nelle sue opere si coglieva quell’idea di perfezione, armonia, bellezza interiore (non solo esteriore) propria della cultura dell’Ellade antica.

In seguito al Congresso di Vienna e alla Restaurazione che, oltre a riportare sul trono i vecchi sovrani, aveva cancellato con un colpo di spugna tutti gli ideali illuministici, entrò in una crisi profonda e diventò un esponente del pensiero romantico, ciò significa che era pessimista e sfiduciato, insomma non sapeva più in che cosa credere. Dopo un periodo tormentato trovò rifugi nelle illusioni: l’arte, la bellezza, la patria…ma soprattutto la poesia.

Nella sua opera più famosa chiamata “I sepolcri” dimostra tutto il suo cambiamento di pensiero: inizia con il concetto che non esiste nessuna vita dopo la morte, ma poi egli trae la conclusione che una persona può essere immortale se rimane nel ricordo dei cari e, se  ha compiuto delle gesta eroiche, questa persona rivive nel ricordo di interi popoli (ecco perché canta la Chiesa di S. Croce di Firenze in cui sono sepolti molti importanti uomini italiani) Ma anche i monumenti dedicati agli uomini famosi possono essere distrutti dal tempo e allora-egli si chiede- cosa può rendere immortale una persona? Il canto dei poeti: la poesia, perciò, per Foscolo ha il potere di rendere eterno il ricordo di un uomo.

Nei Sepolcri viene raccontato al mito di Elettra che era una delle mogli di Giove.  Lei non era immortale e lui per donarle l’immortalità le promise che non sarebbe mai stata dimenticata quando sarebbe morta.  Infatti in suo onore venne costruito un grande monumento funebre nell’ acropoli della città di Troia in cui venne seppellita che non si rovinò neanche con l’incendio e la distruzione di questa città ad opera degli Achei. Solo il tempo lo aveva reso un cumulo di macerie allora Giove mandò un poeta cieco di nome   Omero   a raccontare di Troia in una delle sue opere e a rendere Elettra immortale grazie al suo canto poetico.

Del grande poeta Foscolo noi abbiamo studiato tre bellissimi sonetti.

La prima poesia è stata “A Zacinto” che parla dell’isola dov’è nato Ugo Foscolo il quale, essendo in esilio ne ricorda le bellezze della natura e la fama nel mito: il mare che bagna l’isola fu quello da cui nacque Venere.

I miei versi preferiti sono “Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque” perché rappresenta la tristezza di non essere nell’isola in cui è nato e che gli manca tanto.

Il suo   esilio viene paragonato all’ esilio di Ulisse solo che lui, dopo mille avventure e peripezie lui tornò a casa ma Foscolo non potrò più tornare nella sua amata terra e nessuno potrà piangere sulla sua tomba perché sarà lontana.

Il secondo sonetto “In morte del fratello Giovanni” parla del fratello del poeta che si è suicidato per il disonore. Ugo Foscolo non può nemmeno piangere sulla sua tomba e spera che ora trovi la pace che non ha trovato durante la sua vita.

I miei versi preferiti sono: “Questo di tanta speme oggi mi resta! Straniere genti l’ossa mia rendete allora al petto della madre mesta” perché vorrebbe morire pure lui in pace e vorrebbe che le sue ossa siano riportate nella sua terra, a sua madre. “E prego anch’io nel suo porto quiete” Foscolo vede la morte come un luogo di quiete e serenità; egli immagina che il fratello ora sia in pace e prega perché un giorno anch’egli possa trovare la stessa pace. Questa poesia mi trasmette molta tristezza perché è brutto avere il fratello o la sorella morta e non vorrei essere al suo posto e sentire tutto questo dispiacere.

L’ultimo sonetto “Alla sera” parla dell’immagine metaforica della sera che gli porta serenità perché cancella tutti i pensieri e le preoccupazioni del giorno e che per lui è immagine della morte, vista come un luogo di pace, dopo gli affanni della vita. I miei versi preferiti sono: “E quando ti corteggian liete le nubi estive e i zaffiri sereni” perché rappresenta una bellissima immagine estiva che solo pochi poeti come lui riescono a descrivere così bene. Per lui la sera è gradita non solo in estate quando c’è quella brezza marina che rinfresca e consola, ma anche in inverno quando c’è brutto tempo.  Molto bello anche il contrasto   tra gli affanni della vita (giorno) e la pace della morte (sera).

 

“Questa poesia mi piace perché Ugo Foscolo è così bravo da aver descritto un bellissimo sonetto con un’immagine fantastica che ho adorato sin dalla prima volta che l’ho sentito.

I suoi sonetti, per me sono meravigliosi, uno più bello dell’altro, e, per ora, non ho conosciuto un poeta più bravo di lui!

L’unica cosa che non mi è piaciuta di lui è stato il fatto che cambiava sempre correnti letterarie in cui credere: non poteva credere solo all’Illuminismo, romanticismo o neoclassicismo e basta?

Del resto penso rimarrà il mio poeta preferito perché ha fatto sonetti e poesie meravigliose e fantastici.”

Chiara Palella

“Foscolo, per me, è un grande autore perché ha attraversato tutte le correnti letterarie (illuminismo, neoclassicismo e romanticismo) prendendo le cose più belle di ognuna. Il sonetto che mi è piaciuto di più è stato “Alla sera” perché dice che la sera è come una consolazione che fa dimenticare tutti i dispiaceri, gli affanni giornalieri e le preoccupazioni. Anche io molte volte, quando mi sento solo e ho qualche preoccupazione, aspetto la sera e mi metto nel balcone a guardarla e attraverso le stelle luccicanti mi consolo e mi tranquillizzo.”

Filippo Garofalo

 

 

Chiara Palella e Filippo Garofalo

IC Militi Barcellona

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