IL MIO ANGELO CUSTODE

Era fine agosto e dopo aver trascorso un’estate spensierata e felice, una funesta sera arrivò a casa una maledetta telefonata. Mia nonna era morta improvvisamente. La notizia mi devastò, rimasi inebetita. Gocce di sudore gelido rigarono la mia fronte; sentivo le pareti della gola improvvisamente secche, non riuscivo ad articolare alcun suono, le labbra sembravano incollate. Il cuore mi batteva come un tamburo impazzito, sembrava volesse scoppiarmi in petto, un brivido percorse la mia schiena, le gambe tremavano come foglie al vento… tutto intorno a me si paralizzò. La mia dolce ‘piccolina’, adoravo chiamarla così per la sua statura minuta, era andata via per sempre.

Il giorno successivo ci fu il funerale e dopo la sepoltura. Proprio lì sulla tomba, prima d’ adagiare una letterina scritta su un cartoncino rosso a forma di cuore dove esprimevo tutto il dolore e i bei ricordi del tempo trascorso insieme, iniziai a leggere ricordando la volta che costruimmo un bellissimo aquilone: riuscii a farlo volare, prima con il suo aiuto poi tutto da sola. Fu un’esperienza bellissima! Abitualmente osservavamo la volta celeste per poi esprimere desideri in silenzio. Tutte le volte che mi vedeva triste o annoiata cercava di farmi sorridere per poi abbracciarmi stretta stretta, dicendomi sempre che le ricordavo mia madre quando aveva la mia età e che la facevo sentire più giovane. Quando uscivamo mi portava dove volevo per comprarmi tutto ciò che desideravo. Diceva che una volta tanto non era peccato accontentare i bambini buoni come me.

Per il suo compleanno con i miei risparmi le compravo sempre un piccolo regalino e lo incartavo ben bene; lei, felice, lo apriva molto lentamente per godersi la sorpresa. Non erano cose preziose, ma venivano dal cuore e lei, proprio per questo, le apprezzava molto e le conservava gelosamente. Istantaneamente quando terminai di leggere un raggio di sole mi illuminò il viso, un alito d’aria fresca mi scompigliò i capelli come volesse accarezzarli e un forte calore avvolse le mie mani come se qualcuno le stesse stringendo. Confesso di aver avuto un sussulto di terrore, ma non osai fiatare. Rimasi paralizzata dalla paura, quell’episodio rimase isolato ma spesso mi capita di pensarci. Non ho saputo trovare una spiegazione logica, ma sono propensa a credere che si tratti di mia nonna che si è trasformata in un angelo rassicurandomi che starà sempre al mio fianco.  Sono triste per averla perduta ma sono, nello stesso tempo, contenta di aver conservato nel mio cuore tanti bellissimi ricordi e porterò con orgoglio il suo nome per sempre ‘Aurora’.

 

FOTI AURORA CLASSE 2 A

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO “E. FERMI” SAN FILIPPO DEL MELA

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.