Luis Sepulveda, autore sopraffino e sognatore di un futuro utopico

Dopo un mese e mezzo di ricovero per aver contratto l’infezione da coronavirus, è purtroppo arrivata la notizia che lo scrittore cileno Luis Sepulveda non ce l’ha fatta.

Autore sopraffino, nei suoi romanzi lievi ma profondi ha saputo parlare d’amore “con parole così belle da far dimenticare la barbarie umana”.

Ha vissuto tante vite, intellettuale, attivista politico, ecologista ma anche padre e nonno e, come amava definirsi, “cronista degli ultimi”!

Era tra i giovani vicini al presidente Salvador Allende fino all’ultimo, arrestato e poi mandato all’esilio durante la dittatura di Pinochet. Con Il vecchio che leggeva romanzi d’amore negli anni Novanta la fama internazionale, poi molti altri titoli indimenticabili come Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, diventata storia d’animazione. Fra i suoi libri anche Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza, elogio di un valore controcorrente. Il suo ultimo romanzo Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa, spirito sognatore e sempre ottimista.

“Preferisco andare piano, piano perché io so dove voglio arrivare, preferisco andare con i miei piedi o con la mia bicicletta o con la mia vecchia macchina” – diceva l’amabile scrittore ed aggiungeva parole oggi quasi profetiche – “Sogno un futuro in pace, un futuro d’amicizia, un futuro senza minacce da chi è più forte, questo futuro utopico ma questa utopia è possibile”!

La sua esistenza e la sua intera produzione a servizio di una letteratura impegnata, uno spazio scenico in cui rappresentare la sua arte intrisa di giustizia sociale e anelito egualitario!

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