D.S. LUCIA SCOLARO Intervista alla nuova dirigente IIS Galilei-Ostiglia

Perché a suo tempo scelse di diventare insegnante e perché ora ha scelto di diventare Dirigente?

La scelta di fare l’insegnante è subentrata in un secondo momento della mia vita, quando, sebbene ancora giovane, ho maturato l’idea che il mio peregrinare lungo lo stivale per svolgere il ruolo di progettista, non rispondeva più alle mie esigenze familiari. Non è stata, però, una scelta di ripiego, poiché l’universo istruzione era comunque nelle mie corde e, sebbene in modo trasversale, me ne occupavo già con la mia attività di progettazione. Mi sono sempre ritenuta soddisfatta di aver curvato su questa scelta lavorativa e per molti aspetti mi sono sentita sempre un’impiegata pubblica privilegiata. Stare accanto agli studenti, infatti, ha rappresentato un enorme arricchimento della mia persona, uno stimolo continuo a fare meglio, per stare al passo, per comprendere e comprenderli.
Ho dato molto, ma sono stata ampiamente ricambiata dai tanti brillanti profitti e da tanto, tantissimo affetto. Nella scuola, grazie agli ottimi rapporti con i miei Dirigenti, in ultimo, ma non in ordine di importanza, l’amico Stello Vadalà, ho sempre svolto ruoli di partecipazione attiva e di responsabilità ed è in seno a queste attività che ho maturato l’idea di partecipare al concorso dirigenti, spinta, incoraggiata e sostenuta da tantissimi amici, affettuosi colleghi e dalla mia famiglia. Non è stato un percorso facile. Tutt’altro. Basti pensare che su trentamila candidati circa, ce l’abbiamo fatta solo in duemilanovecento. Sono stati due anni molto duri, ma devo dire che raggiungere il traguardo è stata una bellissima soddisfazione.

Di che cosa ha bisogno oggi la scuola in Italia?

Di tante cose! In primis di riappropriarsi del ruolo centrale, pedagogico, psicologico e sociale, che, insieme alla famiglia, deve rivestire in quanto agenzia educativa. Negli ultimi decenni, infatti, è subentrato uno svilimento
dell’istituzione scolastica e, in particolare, del ruolo docente, che sempre più si vede attaccato nello svolgimento del proprio lavoro. Il non riconoscere il ruolo e l’importanza di quanti quotidianamente svolgono
un lavoro così importante, è un gravissimo errore e, ahinoi, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Parimenti, la scuola deve saper sostenere il cambiamento che la sta investendo, un cambiamento che passa necessariamente dall’ammodernamento degli ambienti di apprendimento,
delle metodologie didattiche e da nuovi metodi di insegnamento.
Agli inizi degli anni duemila, eravamo tutti preoccupati del rapporto, spesso impari, con i nativi digitali. Oggi, a vent’anni di differenza, le cose non sono
cambiate e a preoccuparci sono i millennials. Eppure, contrariamente al significato di cui è carica quest’etichetta, che spesso addita ragazzi pigri, superficiali e narcisisti, io sono fermamente convinta che i giovani non sono affatto tali. Abbiamo lasciato loro un’eredità pesante e stanno pagando il prezzo di scelte fatte dai loro padri, ma restano il grande potenziale del nostro paese, la speranza di un futuro migliore. Su di loro bisogna investire
in un’ottica glocale, che punti certamente a dimensioni europee e internazionali, senza correre il rischio di desertificare intellettualmente i nostri territori e il nostro paese.
Educare al valore delle proprie radici, ecco un obiettivo che la scuola non dovrebbe mai mettere in secondo piano. In tal senso, decisivi sono i
rapporti che la scuola riesce a stingere con il territorio e con gli stakeholder in generale. In questo, il ruolo del Dirigente Scolastico è fondamentale.

D.S. LUCIA SCOLARO Intervista alla nuova dirigente IIS Galilei-Ostiglia

Quali sono le risorse a disposizione per raggiungere gli obiettivi che si propone di raggiungere?

Le risorse destinate alle Istituzioni Scolastiche hanno subito negli ultimi anni dei pesanti tagli e le scuole si trovano a dover fronteggiare situazioni davvero difficili. La coperta è corta, come si dice spesso, ma, seppur con
tantissima fatica, si cerca di fare il massimo con il poco che c’è.
Per questo è importante lavorare in stretta sinergia con il Direttore SGA, figura ricoperta nella mia scuola da Laura Bertolasi, e con lo staff di presidenza.
Il Galilei, nell’assetto 2019/2020, inoltre, ha arricchito ulteriormente il team di progettazione, strutturato in modo da agganciare tutte le progettualità
utili ad un arricchimento di qualità dell’offerta formativa e che permetteranno l’arrivo di nuovi finanziamenti. Il poter contare su un Collegio Docenti qualificato, professionale e serio, così come su un’ottima
squadra di Assistenti Tecnici, di personale amministrativo e ATA, permette all’Istituto di poter sostenere i cambiamenti che stiamo apportando per favorire i nostri studenti, offrendo loro tutte le potenzialità di una
scuola al passo con i tempi. Il nuovo regolamento di contabilità, il O.I. 129/2019, inoltre, permette alle scuole di lanciare anche campagne di crowdfunding. E’ un’opportunità che il mio Istituto sperimenterà presto per
promuovere importanti iniziative di didattica laboratoriale.
Speriamo di avere un importante riscontro nel territorio. Non possiamo dimenticare di ringraziare gli sponsor attuali e quelli che si stanno unendo per sostenere le nostre iniziative.

Oggi la scuola è chiamata a stringere rapporti stessi con il territorio in cui sorge, come intende agire in proposito?

Fin dai primi giorni che mi sono insediata, ho contattato i rappresentanti
delle Istituzioni del territorio e molte delle associazioni presenti nel comprensorio ostigliese, un territorio dalle grande potenzialità considerato
il fatto che si raccorda con ben tre province.
L’obiettivo è quello di creare un reticolo di collaborazioni che mettano la scuola al centro della comunità, senza trascurare niente e nessuno, dalla cordiale e proficua collaborazione con gli Istituti viciniori, fino all’Ateneo
della Terza età. Ottimi i rapporti che si sono stabiliti da subito con il Sindaco di Ostiglia, il dott. Valerio Primavori, con il Comando dei Carabinieri, con la
parrocchia, le onlus, l’Informagiovani, l’Adecco, solo per citarne alcune, ma anche con tutte le aziende partner per il PCTO.
Non sono mancate, poi, tante società o imprenditori che, in modo autonomo, si sono messi in contatto con me, offrendomi la disponibilità a collaborare e sostenerci. E’ stato bellissimo!

L’inizio di ogni anno scolastico sembra sempre più difficile di quello precedente … che cosa si potrebbe fare per risolvere i tanti problemi dei primi giorni: docenti che non ci sono, in primis?

L’organico è sempre una punto debole. Averlo al completo fin dal primo giorno di scuola sarebbe importante, ma sappiamo che le procedure di in dividuazione dei docenti sono molto più complesse di quanto si possa immaginare. Per quest’anno, a parte qualche disciplina, siamo riusciti a
partine con l’organico quasi al completo e, infatti, dopo qualche settimana siamo andati ad orario definitivo. In ogni caso, l’awio di ogni nuovo anno, anche se ben pianificato, richiede sempre una grande attenzione, a maggior ragione se c’è un nuovo dirigente e una nuova organizzazione.

Promuovere la cultura dell’inclusione, attraverso quali strategie si sviluppa?

Il Galilei è una scuola altamente inclusiva e molto attenta ai bisogni della propria utenza, in particolare nei confronti degli studenti più fragili. In attuazione del D.Lgs. 66/2017, così come modificato dal D.Lgs. 96/2019,
ha al suo interno un Gruppo di Lavoro Operativo che assicura la partecipazione attiva degli studenti con disabilità, anche temporanea, attraverso protocolli operativi interni, ma anche per la Scuola in Ospedale e per l’Istruzione Domiciliare.
La referente è la Funzione Strumentale all’Inclusione, prof.ssa Maria Pia Fortuna, che da anni segue egregiamente quest’area.

Quali sono i primi obiettivi che si propone di raggiungere?

L’obiettivo principale è quello di far crescere la scuola, motivando gli studenti e costruendo un sano spirito di appartenenza all’Istituto, sia da parte degli studenti che di fatta la comunità educante. Non ho nessuna bacchetta magica, ma ho tanta voglia di fa re e di fa re bene.
Come dico sempre, sono in progress … Varrà anche questa volta!

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