Buco nero, per la prima volta una fotografia unica nel suo genere

Un buco nero fotografato, è tra le ultime notizie di questi ultimitempi a non passare inosservata, una che possiamo tranquillamente definire spaziale.

È stata realizzata per la prima volta una fotografia molto particolare, la fotografia di un buco nero denominato M87. Scattata da un corposo gruppo di ricercatori, tra gli elementi fondamentali per la realizzazione del progetto vi è Katie Bouman, ricercatrice 29enne dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, la quale ha lavorato per sei anni agli algoritmi che hanno permesso di mostrare al mondo l’orizzonte dei buchi neri. Lei stessa ammette, durante la prima conferenza dopo lo scatto, di essere incredula poiché hanno visto e fotografato qualcosa per definizione impossibile da vedere; la ricercatrice spiega anche come risulterebbe l’immagine se fosse possibile zummare con un radiotelescopio: sarebbe chiara la forma del buco nero grazie alla presenza del plasma intorno ad esso che va a formare una sorta di anello di luce.

Buco nero, per la prima volta una fotografia unica nel suo genere

Già prima di questo evento, si era abbastanza certi dell’esistenza dei buchi neri anche se non erano mai stati osservati direttamente come in questo caso, ma a rivelare la loro esistenza è il modo in cui la materia si sposta attorno ad essi.

Per chi poco ne sa sull’astrofisica, buchi neri e argomenti ad essi adiacenti ecco un paio di curiosità:

Le dimensioni, la massa e la temperatura del buco nero?

Un buco nero cresce man mano che la materia precipita al suo interno, dopo essere stata “catturata” dal disco di accrescimento. La temperatura è la misura dell’energia emersa e i buchi neri non emettono energia, salvo una piccola frazione di radiazione di Hawking; si pensa, quindi, che la loro temperatura sia prossima allo zero assoluto mentre l’area che si trova all’esterno del buco nero è estremamente calda.

Se i buchi neri risucchiano tutto, inclusa la luce, come è stato fotografato M87?
Questa foto è stata definita particolare all’inizio di questo articolo proprio perché non va intesa come una fotografia nel senso classico del termine, infatti in termiti tecnici va definita come la trasposizione nel visibile di emissioni elettromagnetiche che i radiotelescopi sono in grado di individuare mentre l’occhio umano non riesce a vederlo.

Buco nero, per la prima volta una fotografia unica nel suo genere

Guardando attentamente possiamo notare che M87 è più luminoso da un lato, ma non dipende dalla distanza da esso bensì dalla sua rotazione. Non vi è ancora certezza se sia solo il disco d’accrescimento (disco luminoso intorno alla massa nera, parlando in modo più elementare) o solo il buco nero o entrambi, tuttavia sappiamo che: la rotazione della materia attirata nel disco di accrescimento ruota vorticosamente ed emette energia. Nella rotazione, la parte più luminosa è quella che si muove verso di noi, mentre l’altra parte che ha compiuto il giro inverso e si allontana da noi quindi appare più scura.Dall’immagine che abbiamo non possiamo esserne certi: non abbiamo dati per dire se sia soltanto il disco di accrescimento a ruotare, o soltanto il buco nero, o entrambi.

Buco nero, per la prima volta una fotografia unica nel suo genere

Esistono buchi neri nel sistema solare e vicini alla Terra?

Si crede che all’interno della nostra galassia, la Via Lattea, ci sono circa 100 milioni di buchi neri con una massa contenuta e al suo centro un buco nero, molto più massiccio, definito Sagittarius A* ma nessuno di questi è abbastanza vicino da rappresentare un reale pericolo per il Sistema solare.

In che modo la nuova scoperta influenzerà la meccanica quantistica e la relatività generale?

Secondo le nostre conoscenze, l’immagine è coerente con la teoria della Relatività generale, la quale ipotizza anche che un oggetto sufficientemente grande, come può essere una stella massiccia, può collassare su se stesso fino a concentrarsi in un punto a densità infinita. Quel punto è chiamato singolarità.  

Dove va a finire quello che è risucchiato da un buco nero?

La risposta può sembrare banale ma quel che è risucchiato non va in nessun luogo. Le particelle di materia che ci cadono dentro, diventano parte stessa del buco nero. Stephen Hawking ha immaginato che possano essere “porte” verso altri Universi, ma è un’ipotesi impossibile da verificare.

Miriam Cambria IV C BS

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