Progetto lettura e promozione del rispetto al Majorana

Promuovere il gusto della lettura, diffonderne la pratica, condividere alcune esperienze di lettura e, al contempo, trattare tematiche forti e di stringente attualità sono alcuni degli obiettivi perseguiti dal progetto lettura, ormai consueto appuntamento all’Istituto Tecnico Tecnologico “Ettore Majorana” di Milazzo, promosso con convinzione dal Dirigente Scolastico, prof. Stello Vadalà, e coordinato dalla professoressa Maria Chillè

Nell’Aula Magna dell’Istituto è stata ospitata la scrittrice palermitana Giusi Parisi che ha presentato alla vasta platea il suo libro “Io, bullo”, storia vera di bullismo e riscatto.

Ad accogliere l’autrice giovedì 28 febbraio non solo gli alunni delle prime dell’Istituto mamertino ma anche, per la prima volta, gli alunni della scuola media del Terzo Comprensivo di Milazzo, quest’anno sotto la reggenza del Dirigente Scolastico Vadalà. Proprio la fattiva ed entusiasta collaborazione delle docenti di Lettere della scuola media del Terzo comprensivo ha reso possibile la realizzazione di un evento coinvolgente e particolarmente apprezzato, emozionando e commuovendo la giovane scrittice.

Hanno vivacizzato l’incontro e sintetizzato la storia del libro canzoni rep, drammatizzazioni delle parti più interessanti, filmati, letture emotive, dati istat sul bullismo, un sondaggio svolto dai ragazzi a scuola, possibili finali alla storia narrata, numerose domande rivolte all’autrice che, commossa e divertita, ha trattenuto con grande empatia la platea di ragazzini affascinati dalla sua cordialità parlando del fenomeno bullismo, delle sue cause, delle sfumature che presenta a seconda dei contesti.

La storia di cui si è parlato e che tanto ha coinvolto, è l’ennesima dimostrazione che di fronte a comportamenti messi in atto dal bullo non bisogna aver paura di parlare con i docenti o con i genitori. Il bullo anche se simpatico vuole dimostrare la propria forza a danno degli altri e copre la sua insicurezza e fragilità con un atteggiamento prevaricatore. Spesso egli ha bisogno di aiuto, affetto sincero, non di gregari accondiscendenti. I colpevoli allora sono tutti quelli che vedono e non parlano.

Oggi più che mai è doveroso nelle scuole affrontare il problema, sviluppare un’educazione che insegni il rispetto degli altri e, soprattutto, cercare di capire gli atteggiamenti del bullo che quasi sempre nascono da una situazione di disagio sociale e ambientale. Ogni giorno in metà delle scuole italiane – elementari, medie e superiori – avviene un episodio di bullismo. Non c’entra solo il degrado, ma l’incapacità dei ragazzi di gestire le emozioni. Gli episodi avvengono sempre più presto (7 anni) e in forme sempre più pervasive (come il cyberbullismo). Le conseguenze possono essere molto gravi, sia per le vittime, minate nella loro autostima, sia per i bulli che, in modo diverso, manifestano lo stesso bisogno di conferme.

Nell’attività educativa nelle scuole per informare e combattere il fenomeno del bullismo in rete la parola d’ordine pertanto deve divenire CONDIVIDERE. Condividere ed essere in grado di aprire le porte del confronto intergenerazionale, del rapporto tra genitori e figli, del rapporto tra educatori e studenti: solo compartecipando alla loro crescita, dentro e fuori la rete, è possibile trasmettere quei valori universali alla base della formazione dell’individuo.

Ed è proprio in questa direzione che si pone l’iniziativa del ministro Bussetti di introdurre lo studio dell’educazione civica, e quindi lo studio della Costituzione, per aiutare i ragazzi nel loro percorso di crescita.

Franca Genovese

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