La “Carta dei diritti della bambina”

Nel corso di un incontro organizzato dalla locale sezione dell’Associazione “FIDAPA BPW” mercoledì 27 febbraio 2019 presso l’Istituto Comprensivo “Foscolo” di Barcellona Pozzo di Gotto sulla parità di genere e sulla necessità di eliminare certi “stereotipi” per prevenire i pregiudizi e le discriminazioni tra i sessi, è stata anche presentata al gruppo di alunni selezionati per partecipare e poi riferire ai compagni, la “Nuova Carta dei diritti della Bambina”.

La versione originale di questa era stata presentata ed approvata durante il Congresso della “FIDAPA BPW Europa” tenutosi a Reykjavik nel 1997 a seguito di un seminario sul tema “Il futuro della bambina in Europa”. Era un documento unico nel panorama della cultura di genere, redatto dalla “BPW Europa” a seguito della drammatica condizione femminile denunciata nella Conferenza mondiale sulle donne del 1995. Ispirata alla “Convenzione ONU sui Diritti del fanciullo” del 1989, a differenza e ad integrazione di questa, che pone sullo stesso piano i due generi, la “Carta dei diritti della Bambina” si distingueva in termini di caratteristiche e bisogni, avendo riguardo alle diverse connotazioni fisiche ed emozionali. La “Nuova Carta dei diritti della bambina” è stata invece approvata durante il meeting delle presidenti europee “FIDAPA BPW” il 30 settembre 2016.

Anch’essa ha l’obbiettivo di abbattere il muro delle discriminazioni di genere e attribuire alla bambina le stesse opportunità dei coetanei maschi attraverso le strutture pubbliche, allo scopo di educare, crescere e formare. Si propone inoltre di migliorare le condizioni della donna, la sua vita familiare, scolastica e lavorativa, anche per contrastare il triste fenomeno del “femminicidio”. Gli articoli della nuova “Carta dei diritti della bambina”, adottato anche da tutte le sezioni FIDAPA italiane, sono nove, quindi nove i diritti fondamentali. Nel primo articolo si parla di una bambina trattata giustamente sempre e ovunque; nel secondo del diritto alla tutela da ogni violenza. Il terzo articolo beneficia le fanciulle della condivisione di risorse sociali, il quarto prevede che vada trattata con i pieni diritti della legge e dalla società, il quinto vuole che essa riceva un’idonea istruzione che le consenta di crescere come cittadina consapevole. Il sesto articolo prevede che la bambina venga istruita sulle decisioni che dovrà prendere per non farsi comandare da un uomo; il settimo dice che deve essere incoraggiata sempre in modo positivo. L’ottavo articolo dà diritto alla donna di poter apparire in statistiche ufficiali in dati disaggregati per genere ed età, mentre il nono prevede di rispettare la sua figura affinchè non sia bersaglio di pubblicità che possano offenderla.

E’ stato un incontro molto interessante e sicuramente parlare degli stereotipi di genere e di parità ha fatto riflettere gli alunni su convinzioni ed errori di cui spesso non si rendono conto.

Salvatore Caravello

Classe I, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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