Lo sport tra competizione e lealtà

Lo sport è un’occasione di crescita, una scuola di vita che ci insegna a sviluppare abilità motorie e altri valori di cui far tesoro anche da adulti. Esso è infatti una disciplina che riesce a trasmettere molti insegnamenti e Nelson Mandela stesso affermò che lo sport “riesce a cambiare il destino della società mondiale, unisce la gente, parla una lingua che tutti capiscono, può creare speranza dove c’è disperazione e può abbattere le barriere razziali meglio dei governi”. Ma tra i tanti suoi valori quello della lealtà molto spesso, durante le gare (e non solo quelle di un certo spessore), viene soppiantato dalla competizione e vincere diventa più importante di ogni altra cosa.

Nello sport si dovrebbe invece cercare di equilibrare correttamente i due valori senza mai far prevalere l’uno sull’altro, cercando di farli camminare di pari passo. Non dovremmo però vedere la competizione come qualcosa di negativo, perché essa è invece un elemento fondamentale che caratterizza le gare sportive e va razionata con una giusta dose di lealtà. Per ottenere una giusta vittoria l’unica chiave che serve è l’allenamento e l’impegno ma, se durante questo percorso ci capiterà di trovare persone che faranno di tutto per ostacolarci, non importa. Dobbiamo continuare a provare. Verremo giudicati, alle volte anche disprezzati, ma dobbiamo avere la grinta di riuscire ad essere i migliori lealmente e questo non sarà facile. Ci costerà tanti di quei sacrifici che, a forza di cadere, non riusciremo quasi più a reagire. Ma non importa. Dobbiamo essere tenaci e rialzarci, perché è questo che bisogna fare per diventare, come disse Gandhi, “i migliori di ciò che possiamo essere”. Competizione e lealtà nello sport possono andare perfettamente d’accordo: l’importante è essere talmente determinati da riuscire a superare tutte le difficoltà; l’importante è coltivare con pazienza la nostra terra perché, prima o poi, i semi si trasformeranno in frutti; l’importante è capire che il gioco di squadra e la lealtà non ci costeranno la vittoria, ma incrementeranno soltanto il nostro essere. Insomma, se ci pensiamo bene, l’importante è tenere presente che “un vincitore è soltanto un sognatore che non si è mai arreso”.

 

Noemi Pelleriti

Classe II, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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