FUMO: una piaga sociale che interessa soprattutto i giovani

In tutto il mondo, in base ai dati dell’OMS, ogni giorno più di 80.000 giovani iniziano a fumare ed è proprio la regione europea che ha la prevalenza più alta di uso del tabacco tra i ragazzi, in particolare tra le femmine.

È ormai allarme sociale: in tutta Italia e più in generale nel mondo la situazione riguardante i fumatori risulta a dir poco preoccupante: la percentuale di consumatori di tabacco è sempre più alta, troppo, e l’età media di chi fuma si abbassa in modo impressionante, arrivando a circa tredici-quattordici anni.

394.236.877 sono le sigarette fumate in una giornata in tutto il mondo. 6 mila miliardi di sigarette vengono fumate ogni anno. 1 miliardo e 100 milioni, pari a 1/3 della popolazione globale sono i fumatori attuali. 3.464.481 sono le morti causate dal fumo, quasi una vittima ogni 10 secondi.

Si tratta di una pessima abitudine che comporta molti rischi e gravi problemi.

Le statistiche dimostrano e lo affermava anche l’illustre oncologo Veronesi che le sigarette sono diventate la prima causa di morte evitabile e in mezzo secolo hanno ucciso 60 milioni di persone, causando quindi più morti di quelle che si sono registrate tra le due guerre mondiali. Si può constatare che il fumo di sigaretta può causare nei fumatori varie malattie come cardiopatie, enfisemi, il cancro ai polmoni.

C’è da dire, inoltre, che la resistenza alla fatica e la possibilità di fare sport vengono molto danneggiate dall’abitudine al tabacco. Non si può sottacere infine che ogni sigaretta contiene nicotina che aspirata raggiunge in otto-dieci secondi il cervello e agisce sui circuiti nervosi inducendo dipendenza.

Gli effetti di tale sostanza, del resto, sono stati da tempo dimostrati anche da esperimenti. Questo, tuttavia, non scoraggia i fumatori che continuano a mantenere tale vizio e che hanno le loro ragioni, buone o cattive che siano, per continuare a fumare.

Sostengono che la sigaretta sia un buon antidoto nei momenti di stress e nervosismo e che aiuta a concentrarsi.

Si sente anche dire che è possibile smettere di   fumare quando si vuole.

Purtroppo è solo un’illusione, in quanto il tabacco crea dipendenza psicologica e fisica da cui non è facile distaccarsi. Lo dimostrano gli innumerevoli tentativi di coloro che per necessità decidono di smettere.

Possiamo dire che qualcuno riesce a tornare a galla, ma ci vuole molta forza di volontà e aiuto.

Alcuni ragazzi sostengono che avere una sigaretta accesa li aiuta a sentirsi meno soli e più sicuri a stare con gli altri, ma che sicurezza diamo a chi ci sta accanto? Il fumo passivo è un attentato alla vita di chi ci sta intorno. Attualmente si ritiene che il fumo passivo sia il principale inquinante degli ambienti chiusi.

Le campagne antifumo sono martellanti e si servono di immagini e messaggi ripetitivi a volte crudeli proprio per scoraggiare chi sta per prendere in mano una sigaretta.

Non dobbiamo dimenticare che la scelta di spegnere l’ultima ha un impatto positivo anche sul portafoglio.

È un’abitudine costosa. La decisione di abbandonarla libera risorse economiche che si possono utilizzare in altro modo: per un’attività sportiva, un regalo desiderato da tempo o un bel viaggio.

L’unica cosa da fare è ricordare che il fumo fa male sempre e comunque.

La prima ragione per smettere è molto semplice: vivere più a lungo.

 

Giulia Aricò

Classe IIIA Istituto Comprensivo “S. D’Acquisto”

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