Riflessioni il libertà: l’eleganza

La vergine cacciatrice, sia per appendere al tempio

armi troiane, sia per incedere adorna d’oro predato,

inseguiva cieca lui solamente di tutta

la mischia della battaglia, e incauta per tutta la schiera

ardeva di femmineo amore per la preda…….

  1. 777-782, libro XI dell’Eneide

 

Quando si dice donna, si dice eleganza!

L’eleganza nella sua vera essenza deve essere intesa come un’arte di vivere e di pensare che si può manifestare nel modo di vestire, ma che va sicuramente oltre l’abbigliamento.

Spesso una donna è elegante quando parla o quando gesticola in un determinato modo. La parola eleganza è, infatti, un misto di educazione, gusto, personalità e curiosità e la donna racchiude in sé tutte queste qualità.

Franca Sozzani diceva: “Si può imparare ad essere vestiti bene ma non necessariamente si impara ad essere eleganti.” In effetti, spesso ci concentriamo sull’ aspetto estetico e sull’ apparire dimenticando che ci sono cose ben più importanti che possano, in qualche modo, rappresentare il concetto di eleganza.

La moda, e l’eleganza in particolare, sono strettamente legati alla donna. Ultimamente, però, anche l’uomo sembra essersi avvicinato a questo mondo in maniera più consapevole e, forse, ahimè, esagerato!

Se da un lato la donna farebbe di tutto per un vestito, dall’altro l’uomo si dimostra persino peggio. Che le donne arrivino a fare di tutto per un vestito e gli uomini no, adesso sembra essere diventato uno stereotipo non più valido!

Ai giorni nostri alla parola eleganza spesso viene associato un vestito costoso: bisogna tener sempre presente, però, che l’eleganza non dipende dall’indossare un bel vestito o l’ultimo modello di scarpe griffate ma che è indispensabile far diventare l’eleganza uno stile di vita. Ricordo, pertanto, a me ed ai miei coetanei che il saper parlare e il confrontarsi con la gente supera di gran lunga la smania del voler essere a tutti costi alla moda e che la gente colta ricorderà più il tuo modo di approcciarti con gli altri rispetto a dei vestiti che, in fin dei conti, non ci rappresentano totalmente.

 

Carlotta Giovenco 3C BS

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