LA SICILIA NELLA MORSA DEL FUOCO

Migliaia di ettari andati in fumo: danni incalcolabili per l’intero ecosistema

 

L’ estate 2017 sarà ricordata come una delle più critiche per l’Italia, infatti oltre al già grave problema della siccità, un’altra difficile emergenza si è verificata nella nostra penisola: i roghi dolosi.
Si calcola che in circa sette mesi siano andati in fiamme tanti ettari di terreno quanti quelli bruciati nell’intero 2016.
Una delle regioni più colpite da questa grave piaga è la Sicilia.
Tutta l’isola brucia e in particolare il territorio Messinese che in questo mese di luglio non ha avuto tregua, tanto da rendere necessaria la richiesta dello stato di calamità naturale.
I roghi hanno investito terreni per migliaia di ettari: da Patti a Spartà, da Taormina a Letojanni, sino all’ Annunziata e a Curcuraci.
Questi terribili incendi hanno reso necessario un super lavoro da parte dei vigili del fuoco dei forestali e l’azione dei Canadair dal cielo. Sono state ore di angoscia e di panico per i messinesi, soprattutto per quelli che hanno visto le loro abitazioni minacciate da vicino dal fuoco. Molte case infatti sono state fatte evacuare, e così anche le facoltà di lettere e filosofia e quella di veterinaria, da cui sono stati messi in salvo molti cavalli.
L’autocombustione è rarissima e quasi sempre i roghi sono dolosi: sono cioè appiccati di proposito da parte di criminali che attentano con il loro gesto all’intero ecosistema.
I terreni attraversati dal fuoco subiscono infatti gravi alterazioni a tutti i livelli dell’ecosistema: perdita di habitat naturale per molte specie animali, perdita di biodiversità e perdita di stabilità idrogeologica dei versanti.
La devastazione causata dagli incendi è assoluta. E’ un attentato contro tutti: contro le persone, contro gli animali e contro i già fragili equilibri ambientali, per la cui ricostruzione occorreranno poi decenni.
Il piromane è una persona priva di scrupoli che per interesse personale non esita a seminare morte e distruzione.
Recentemente è stato ipotizzato che gli incendi rappresentino una parte  consistente degli affari mafiosi.
Dopo la distruzione di centinaia di ettari di territorio sarà necessaria l’assunzione di lavoratori trimestrali; a volte dietro i roghi ci possono essere tentativi di speculazione edilizia ( molti terreni non sono edificabili perché  adibiti a zone verdi o boschive, ma con il passaggio del fuoco avviene un cambio di destinazione del terreno stesso, che può diventare edificabile).
Per fronteggiare l’emergenza occorrono mezzi e soprattutto Canadair e non essendo sufficienti quelli della protezione civile o della guardia forestale, si deve ricorrere a quelli di ditte private che fanno pagare profumatamente ogni loro intervento.

SIMONE GULLETTA

Classe IIA Istituto Comprensivo 2” S. D’Acquisto”

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