Il Laboratorio di Infrastrutture Viarie di Messina: quando i centri di eccellenza non sono poi così lontani…

Proseguono gli incontri del Majorana con il Dipartimento di Ingegneria di Messina.

Venerdì 9 dicembre sono stati nostri graditi ospiti due autorevoli rappresentanti del corso di laurea in Ingegneria Civile, il prof. Gaetano Bosurgi, associato di Infrastrutture ferroviarie ed aeroportuali e l’ing. Orazio Pellegrino, ricercatore universitario docente di Sovrastrutture di strade, ferrovie ed aeroporti, che hanno illustrato le attività del Laboratorio di Infrastrutture Viarie diretto dallo stesso prof. Bosurgi.

È stato un incontro oltremodo interessante, durante il quale gli studenti delle quarte classi di Meccanica Meccatronica ed Energia, di Elettrotecnica e Telecomunicazioni hanno avuto l’opportunità di conoscere questa importante realtà messinese, che oltre a rappresentare un centro di ricerca e sviluppo di primaria rilevanza, con rapporti di interscambio anche con università giapponesi, offre a studenti, dottorandi e ricercatori l’opportunità di maturare notevoli esperienze lavorative in Italia e all’estero.

Punto di forza della struttura è la continua ricerca dell’innovazione, che ha condotto anche alla realizzazione di strumentazioni e metodi di indagine assolutamente originali in un campo nevralgico, quale quello delle infrastrutture di trasporto.

L’incontro è stato occasione per una discussione a più ampio raggio sui centri di ricerca presenti nel Dipartimento di Ingegneria di Messina (tra le quali il C.E.R.I.S.I., centro di ricerca e innovazione per gli elementi strutturali di grandi dimensioni di rilevanza internazionale), che rappresentano grandi, anche se a volte poco conosciute, opportunità di formazione per gli studenti del nostro territorio.

Il prof. Bosurgi è un vecchio amico del Majorana, già in passato ha offerto la sua collaborazione per percorsi di formazione destinati agli studenti del nostro istituto e nel corso dell’incontro ha più volte ribadito la necessità di condurre dei percorsi comuni tra scuola e università per garantire la continuità degli studi.

Al termine dell’incontro, approfittando dell’ampia disponibilità dimostrata dai nostri ospiti, abbiamo voluto porre loro alcune domande.

I giovani d’oggi non sono ben orientati sul futuro voi cosa ne pensate e cosa consigliereste alla nostra generazione?

Ing. Pellegrino: Se avete una formazione scientifica Ingegneria offre la la più alta probabilità di occupazione, quindi non mi orienterei su corsi di laurea “più semplici’’, che renderebbero più difficile l’accesso al mondo del lavoro.

Prof. Bosurgi: Oggi le statistiche dimostrano che conseguire la laurea in Ingegneria, così come in Economia, permette di avere un grande riscontro nell’ambito lavorativo. A me è capitato di avere dei contatti con amministratori di imprese a Milano. Mi chiedevano se avessi degli allievi da mandare come stagisti presso le loro scuole. Nonostante lì ci sia il Politecnico non riescono a reperire ingegneri esperti di infrastrutture, e li chiedono a noi poiché li formiamo seriamente ed in grado di compiere lavori importanti fin dalle loro prime esperienze.

Cosa ne pensate della collaborazione tra università e istituti tecnici per la continuità degli studi? Come si spende Dipartimento di ingegneria si spende nel campo dell’orientamento?

Prof. Bosurgi: È un percorso che con il Majorana ho personalmente intrapreso qualche anno fa, quando alcuni dei vostri colleghi sono venuti a visitare il nostro dipartimento. In quell’occasione c’è stato un interesse particolare nel vedere quelle realtà, tant’è che da lì ne nacque un secondo incontro qui a Milazzo, durante il quale ho eseguito alcune prove di caratterizzazione della pavimentazione stradale nel parcheggio dell’istituto. Nel successivo incontro in aula magna ho constatato che era nata una sinergia tra la scuola e l’università e che quella era la strada da seguire per dare ai ragazzi un’ idea più concreta di qual è il percorso che andranno a intraprendere.

Ing. Pellegrino: siamo un po’ più attenti rispetto a quello che si faceva due o tre anni fa, perché ci siamo resi conto che c’è uno scollamento tra la scuola e l’università, come se fossero due mondi separati e distinti.  Spesso i ragazzi che frequentano le scuole superiori non conoscono le nostre competenze e le nostre infrastrutture.

Potreste parlarci della vostra carriera, della vostra formazione e delle vostre esperienze significative?

Prof. Bosurgi: Provengo da una formazione umanistica, fino al quinto anno di liceo ero infatti orientato verso Giurisprudenza e ne ero fermamente convinto. Un pomeriggio d’estate, però, seguendo un programma televisivo, ho visto un documentario riguardante grandi opere di ingegneria. Ne rimasi affascinato e decisi che era quello che avrei voluto fare nella vita.

Quali sono le prospettive per chi volesse intraprendere un percorso di ricerca?

Ing. Pellegrino: I nostri studenti si sono affermati in Italia e all’estero, in nazioni come Inghilterra e Germania dove molti di loro hanno conseguito il dottorato. Nel nostro istituto c’è l’obbligo di trascorre dai sei ai nove mesi all’estero. Ciò serve per imparare la lingua, per confrontarsi costruttivamente con altre realtà e per conoscere e comprendere altre metodologie di ricerca.

Dylan Picciolo, Omar Geraci,

Federico Celona, Gabriele Schepis

IV B MM

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