Rula Jebreal “urla” all’Ariston contro la violenza sulle donne

Rula Jebreal importante e significativo il suo intervento, oltre ai molti cantanti e ai tanti ospiti nella prima serata del rinomato e seguitissimo Festival di Sanremo 2020. Giornalista palestinese che da anni vive nel nostro Paese, una donna che ha trascorso un’infanzia tormentata, da quando la mamma, Zakia, che aveva subito degli abusi durante l’infanzia, si è suicidata.

Così Rula e la sorella furono affidate ad un orfanotrofio, vivendo terribili momenti. Dopo il diploma, la giovane si è trasferita in Italia. Grazie ad una borsa di studio, si è laureata in Fisioterapia presso l’Università degli Studi di Bologna e, successivamente, inizia la sua carriera di giornalista collaborando con alcuni quotidiani. Dopo essere diventata esperta in politica estera, si è occupata a lungo del conflitto mediorientale e si è impegnata anche del Movimento palestinese per la democrazia e la cultura.  

Storie di determinazione e coraggio, che come molte altre lasciano un’emozione e un messaggio significativo “mai arrendersi davanti alle difficoltà”.

Rula, una donna coraggiosa e brillante, che nonostante tutto ha trovato la forza di andare avanti…. Per questo motivo è arrivata più volte in televisione dove ha affrontato argomenti difficili quali la violenza sulle donne, la questione musulmana e il razzismo.

Rula Jebreal “urla” all’Ariston contro la violenza sulle donne
Sanremo, 70° Festival della canzone italiana 2020. Prima Serata. Nella foto Rula Jbreal

Uno degli interventi più significativi del settantesimo festival è stato proprio quello di Rula, che “urla” contro la violenza sulle donne: ” Lasciateci essere quello che siamo e vogliamo essere. Noi donne vogliamo essere libere nello spazio, nel tempo, vogliamo essere silenzio, rumore. Vogliamo essere proprio questo: MUSICA“.

 Il suo urlo, insieme alle canzoni scritte da uomini, Battiato, Vasco Rossi e Francesco De Gregori dimostrano che è possibile esprimersi in diversi modi per raccontare il rispetto, la cura e…. soprattutto… emozionare.

Marica Genovese IV C BS

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