Alla scoperta del castello di Montalbano Elicona

Montalbano Elicona, gli alunni di tutte le classi prime della scuola secondaria di primo grado “Foscolo” di Barcellona Pozzo di Gotto venerdì 29 novembre 2019 hanno partecipato ad una visita didattica per aver modo di scoprire le bellezze di un luogo a loro tanto vicino ma spesso poco conosciuto. Montalbano Elicona si trova infatti in provincia di Messina, nel Parco Nazionale dei Nebrodi, ed è uno dei borghi medievali più belli di tutta la Sicilia, “Borgo dei borghi 2015” per voto popolare.

Alla scoperta del castello di Montalbano Elicona

Dopo aver avuto modo di ammirare in mattinata l’affascinante Altopiano montuoso dell’Argimusco, considerato dagli studiosi la “Stonehenge Siciliana” per la presenza di enormi megaliti e menhir, i ragazzi hanno poi nel pomeriggio visitato il centro storico e soprattutto l’importante “Castello di Federico III d’Aragona”. Quest’ultimo, che emerge sul panorama dei monti Nebrodi, è chiamato anche “castello svevo-aragonese” perché conserva le tracce di entrambe le dinastie che lo costruirono e utilizzarono. Esso ha però origine alto-medievale perché, al di sotto della sua parte più alta e antica, si trovava una famosa rocca romana e una fortezza risalente al periodo arabo-bizantino.

Alla scoperta del castello di Montalbano Elicona

In seguito la Sicilia fu conquistata dai Normanni e ad essi succedette la dinastia degli Svevi, una casata proveniente dalla Germania che, attraverso alcuni matrimoni, prese possesso della regione con Federico II di Svevia. Questi fece costruire molti castelli e fortezze in tutto il suo regno, ma soggiornò spesso a Montalbano Elicona, facendo edificare il castello a 900 metri di altezza – poi modificato nella forma attuale nel 1300 circa – nel suo aspetto più antico con scopi esclusivamente difensivo-militari. Esso, in particolare, faceva parte del progetto di Federico di dare alla Sicilia dei “punti forti” per difendere il territorio.

Alla scoperta del castello di Montalbano Elicona

Sovrano molto capace, egli è stato tra l’altro uno degli imperatori più importanti della storia, soprannominato “Stupor Mondi” lo stupore del mondo, per quanto fosse colto, preparato, bravo a governare, un imperatore moderno che ha dato vita ad uno stato burocratico e alla cui corte è nata la lingua italiana. La parte superiore del castello è quindi una fortezza rettangolare chiusa all’estremità da due torri, una a pianta quadrata e l’altra tipicamente sveva a pianta pentagonale, mentre al periodo svevo risale anche la muratura perimetrale merlata, che rappresenta la struttura difensiva “a saettiere”, la più importante e meglio conservata della Sicilia. Del periodo angioino ci rimane invece la data del 1270 incisa nel rivestimento idraulico della cisterna grande. Al re Federico II d’Aragona, che giunse in Sicilia dopo la cacciata degli Angioini sul finire del XIII secolo, si deve invece la successiva ricostruzione dell’edificio e la sua trasformazione in residenza reale con l’innalzamento di una parete interna e la creazione di spazi abitativi e non solo difensivi.

Alla scoperta del castello di Montalbano Elicona

Ancora nel cortile ad ascoltare la spiegazione della guida, i ragazzi hanno mostrato curiosità circa il significato dei numerosi stemmi presenti sia all’interno del castello che lungo le strade del centro storico. Di solito, è stato spiegato, gli stemmi venivano esposti soltanto per le “Feste aragonesi” che oggi si svolgono ad agosto, ma ora sono sempre visibili e alcuni raffigurano i quattro ordini cavallereschi più importanti in tempo medievale: i Templari, i Cavalieri del Sacro Sepolcro di Gerusalemme, gli Ospedalieri e i Cavalieri di San Giovanni o Cavalieri di Malta. Altri stemmi rappresentano invece, in ordine cronologico nel cortile, le dominazioni avute in Sicilia: Normanni, Svevi, Lancia, Angioini e Aragonesi. Sempre nel cortile si trovano i resti della Cappella Palatina, di epoca bizantina, dentro la quale potevano entrare esclusivamente i sovrani e che, secondo gli studiosi, custodirebbe le spoglie di Arnaldo da Villanova, una delle figure più importanti del periodo aragonese, medico alchimista e riformatore religioso, morto nel 1310, al quale sono attribuite numerose presenze a Montalbano insieme al re Federico d’Aragona, del quale era consigliere. Infine, per chiudere l’interessante visita, gli alunni hanno avuto modo di ammirare anche l’interno dell’edificio. Il castello, in particolare, ristrutturato da pochi decenni dopo secoli di abbandono e rovina, ospita ora una sala convegni e due musei: il “Museo delle armi” e il “Museo degli strumenti musicali”, che espongono una raccolta di vari strumenti musicali antichi, come il liuto e strumenti a plettro, i gonfaloni delle contrade del borgo, i vestiti dell’epoca di Federico e inoltre un’esposizione di armi bianche, scudi e armature e vario tipo.

Quella a Montalbano Elicona è stata quindi una visita didattica veramente interessante per i ragazzi che vi hanno partecipato perché, pur non completamente sconosciuto ad alcuni data la relativa vicinanza, il borgo si è dimostrato davvero ricco di tesori storici, archeologici, paesaggistici e culturali, da scoprire o conoscere meglio.

Aurora Biondo

Classe I, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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