Discriminazione dal preconcetto: uguali e diversi

Discriminazione e pregiudizio: in classe, abbiamo affrontato il tema dei diritti umani e tra questi il diritto di ogni uomo a non essere discriminato.

Durante le ore di Storia abbiamo visto come spesso l’uomo abbia manifestato nei confronti degli altri uomini atteggiamenti di chiusura o peggio di sopraffazione.

Discriminazione dal preconcetto: uguali e diversi

Durante il periodo delle scoperte geografiche, ad esempio, le civiltà precolombiane vennero sterminate dai conquistadores, perché ritenute inferiori.

Nella seconda metà del ‘500 i conflitti religiosi funestarono l’Europa e gli esponenti dei vari credi religiosi si scontrarono in modo feroce, basti ricordare la “notte di S. Bartolomeo”, in cui gli Ugonotti vennero massacrati dai Cattolici.

La Storia è tristemente ricca di episodi di discriminazione, sia razziale che religiosa o ancora sessuale.

Abbiamo dunque riflettuto sul concetto di pregiudizio, cioè di quel giudizio che ciascuno di noi formula prima di conoscere realmente l’altro.

Il pregiudizio è dunque alla base di ogni discriminazione.

Lo studio della Costituzione, poi, ci ha dato modo di riflettere su quest’importante tematica, che oggigiorno è di estrema attualità: l’uguaglianza tra le persone.

L’articolo 3 recita infatti: “tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Il problema dell’uguaglianza tra le persone ha accompagnato l’uomo sin dall’antichità e oggi si ripropone in modo drammatico.

E’ molto bella la frase che Terenzio, commediografo latino nato nel 190 a.C., scrive in una sua celebre commedia: “Sono un uomo e non reputo estraneo a me nulla di ciò che è umano”.

Noi pensiamo che la diversità non debba essere vista come un problema, ma una ricchezza e che non bisogna essere indifferenti all’altro.

Marisol LONGO, Erika MILONE, Alice SIRACUSA, Manar EL MSELEK

Classe II A – Scuola secondaria I grado “G. VERGA”

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