Per una notte come loro…verso una nuova terra

A terra, ero dunque sano e salvo sulla spiaggia, alzai gli occhi e ringraziai il cielo per avermi salvato la vita. Appena mi riebbi un poco, cominciai a ricordare e a rivivere tutto ciò che avevo affrontato insieme ai miei compagni nella speranza di un futuro migliore. Solo al pensiero, l’ansia iniziò a salire e le mie gambe sembrarono abbandonarmi.

 Mi chiamo Habib e vengo da un paese dove per adesso gli unici rumori presenti sono urla di mamme disperate nel vedere i loro figli o mariti stesi per terra privi di vita; il rumore dei razzi che esplodono, insomma rumori che un ragazzo di 15 anni preferirebbe sentire solo nei videogiochi e non quotidianamente e interrottamente.

Per liberarci da tutta questa confusione convinsi la mia famiglia e i miei compagni di gioco a partire verso una nuova terra che sicuramente ci avrebbe regalato qualcosa di migliore. Così un sera ci dirigemmo verso il porto, dove, di lì a poco, sarebbe partita una nave con tutte persone che cercavano un futuro migliore.

Per una notte come loro...verso una nuova terra

Inutile ricordare che la nostra espressione sul volto non era solo felicità, perché non giriamoci intorno eravamo tristi di lasciare la nostra terra, i nostri ricordi, la scuola, insomma tutto! Di lì a poco partimmo, lasciammo la tristezza alle spalle e incominciammo a cantare, ma cantare in un modo che non avevo mai sentito prima, ero così felice, mi sembrava di sognare ad occhi aperti così il primo giorno passò; eravamo davvero vicini alla terra d’arrivo, era pomeriggio, noi ragazzi stavamo giocando per ammazzare il tempo e, improvvisamente, sentimmo le nostre mamme chiamarci con un tono piuttosto preoccupato.

Quando raggiunsi la mia, domandai subito cosa stesse succedendo e la sua risposta fu vaga, non voleva farmi preoccupare ma io capii da solo che stava per succedere qualcosa perché la mia mamma non si incupisce mai in volto! Questa volta aveva assunto un’espressione che non sembrava trapelare tranquillità, anzi, tutto il contrario. Infatti, pochi minuti dopo iniziammo a sentire forti onde sbatterci sulla nave, ma onde così forti che la nave si alzò e tutti noi che eravamo in piedi cademmo; pregavo affinché fosse solo un momento e poi le onde se ne andassero, invece no! Dall’inizio del temporale era già passato un pò di tempo perché si era fatta notte ma le onde erano ancora lì. Ogni cinque secondi sentivamo un forte rumore e una forte scossa: era l’onda che colpiva la nostra “fragile” nave.

Per una notte come loro...verso una nuova terra

Passava il tempo e tutto questo non finiva fino a quando improvvisamente una forte onda ribaltò la nave, non capì più niente, mi ritrovai in acqua senza vedere niente, ebbi un blackout; l’unica cosa che riuscivo a percepire erano le urla di mia madre che cercava di nuotare disperatamente senza annegare.

Cercavo con tutte le mie forze di restare a galla ma la paura era come se mi avesse immobilizzato, cercavo di resistere, di non crollare ma alla fine la paura vinse e quindi mi arresi, non capì più nulla. Da quel momento io non ricordo niente. Ricordo solo si essermi svegliato su una spiaggia affollata di persone che cercavano di darmi aiuto senza capire il perché, poi mi sono seduto, ho visto il mare ed era tutto chiaro.

Melissa Bilardo IV C BS

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