Il diritto ad essere liberi

Oggi, quando si parla di schiavitù, non bisogna pensare che questa riguardi solo il passato, al contrario: essa è molto presente sia nei paesi ricchi quanto in quelli poveri.

Pensiamo a tutte quelle ragazze dei paesi dell’Est o dell’Africa che vengono fatte arrivare in Italia, magari con la promessa di un posto di lavoro da badante, e invece si ritrovano sulla strada costrette a prostituirsi; o ancora a quegli uomini che vengono impiegati nei lavori più gravosi, come ad esempio l’agricoltura; sfruttati per pochissimi soldi al giorno.

Ancora più terribile è la situazione dei bambini che vengono sfruttati nel mondo pedopornografico o per il commercio degli organi. Ma come si diventa schiavi? E’ più semplice di quello che si potrebbe pensare. Spesso infatti questi lavoratori, una volta giunti nei Paesi occidentali, finiscono nelle mani della criminalità organizzata che non si fa scrupoli a privarli del loro passaporto, rendendoli di fatto schiavi in quanto non possono più scappare.

Altre volte invece fanno leva su i loro affetti minacciando ritorsioni nei confronti dei loro cari rimasti lontano nella loro patria. Nei Paesi poveri si può addirittura diventare schiavi a causa di un debito non pagato. Vi sono poi delle forme di schiavitù più silenti in cui i colpevoli sono ad esempio le multinazionali che operano nei Paesi occidentali. Tempo fa è venuto alla luce di come alcuni marchi sportivi impiegassero nei paesi poveri i bambini per cucire i palloni per pochi spiccioli, rivendendoli poi da noi a prezzi esorbitanti, ottenendo così ingenti guadagni.

Possiamo fare anche un altro esempio molto più evidente: basti pensare ai telefonini ed ai computer che abbiamo sempre sottomano e che ogni giorno vengono venduti a prezzi sempre più stracciati. Molti di noi non sanno che per la fabbricazione di questi viene utilizzato il coltan, un minerale preziosissimo il cui valore attuale viene stimato intorno ai 600 dollari al kg, ma viene pagato ai congolesi che lo estraggono in condizioni disumane solo pochi spiccioli. Spesso nei Paesi poveri i genitori sono costretti a vendere un figlio a causa della fame e della disperazione poiché, con i soldi che ne ricavano, possono provvedere al sostegno della famiglia e di eventuali fratelli o sorelle, e senza questi soldi i bambini più piccoli rischierebbero la morte a causa della mal nutrizione.

Bisogna poi ricordare che la schiavitù non è soltanto di tipo fisico ma anche di tipo intellettuale, e basti pensare a quei Paesi in cui vi è un regime di dittatura dove non vi è la libertà di pensiero e di espressione. Molto attuale è la situazione politica che c’è in Turchia dove, sotto il regime di Erdogan, vengono arrestati tutti i giornalisti che la pensano in modo diverso. In passato anche l’Italia, in particolare in epoca fascista, si è trovata nella stessa situazione. Fortunatamente oggi noi viviamo in democrazia e siamo liberi di scrivere e di dire tutto quello che pensiamo.

Ciò non vuol dire che possiamo fare tutto quello che vogliamo, perché vi sono delle regole e delle leggi a cui dobbiamo attenerci e sarebbe infatti impensabile vivere in un Paese privo di regole, dove ognuno è libero di fare quello che vuole (ad esempio rubare o picchiare le persone). La libertà è una grossa conquista ma va rispettata, poiché quella di ognuno finisce nel momento in cui si lede quella altrui. Concludendo possiamo anche noi dire come Jovanotti nella sua canzone “Viva la libertà sempre moderna anche quando è fuori moda” canzone che faremmo bene ad ascoltare tutti noi.

Monica Paratore

Classe II, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.