Nuova frontiera per la genetica

ricostruire volti in 3D per i futuri trapianti, da oggi si può!

I ricercatori dell’ospedale Brigham and Women’s Hospital di Boston hanno ricostruito virtualmente la faccia e l’intera testa basandosi sulle informazioni ottenute con la tomografia computerizzata ed hanno presentato lo studio al convegno della Società di Radiologia del Nord America.

Sono stati identificati quindici geni, in grado di ricostruire i volti, sette di questi sono collegati alle forme del naso: GLI3, DCHS2, PAX1 E RUNX2 caratterizzano la larghezza delle narici, la forma della punta e l’ampiezza del setto nasale, il gene EDAR, la protrusione del mento.

In passato studiosi e genetisti hanno cercato di trovare dei geni associati al volto e la complicata ricerca ha portato alla scoperta dei geni legati alla distanza fra gli occhi, cioè delle caratteristiche specifiche.

Quindi, gli scienziati, hanno deciso di selezionare una parte ben definita del volto dividendola in sezioni e cercando i geni associati a quelle piccole sezioni.

Con questo metodo sono riusciti a trovare il modo per ricostruire quasi perfettamente la forma del naso, in quanto «il cranio», come dice uno dei ricercatori, «non contiene alcuna traccia del naso, che consiste solo di tessuto molle e cartilagine.»

Di conseguenza «potrebbe diventare più facile determinare la forma del naso a partire da un teschio, avendo il Dna come guida»

Inoltre, capire il ruolo che ogni gene possiede potrebbe aiutare a ricostruire persino il passaggio evolutivo dall’uomo di Neanderthal a quello moderno.

Grazie all’identificazione di questi geni si può anche analizzare meglio la questione che si è venuta a creare negli anni, ovvero che la forma del naso deriva dalle condizioni ambientali nelle quali viviamo.

Riccardo   Crisafulli IV D BA

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