#educazioneallosport: la parola a Gianluca Venuti, presidente del Movimento sportivi milazzesi.

Grande successo per la terza edizione di Educazione allo sport, che ha richiamato nella giornata di ieri migliaia di sportivi e visitatori che hanno animato gli 80 stand sul lungomare Garibaldi.

45 discipline e 60 società sportive hanno messo in atto efficaci lezioni dimostrative su 5 mila metri quadrati messi a loro disposizione, per la gioia di curiosi, appassionati e giovanissimi sportivi in erba che hanno avuto modo di sperimentare, in un’atmosfera ludica, le varie discipline, amorevolmente guidati dagli esperti.

Dal tiro con l’arco all’equitazione, dal ciclismo alla corsa, dalla danza al pugilato: enormemente variegato il panorama di attività sportive che hanno scandito la giornata offrendo un quadro completo di strutture e discipline presenti nel territorio.

A presentarci caratteristiche e scopi della manifestazione, il presidente del Movimento Sportivi Milazzesi che con estrema disponibilità ci ha concesso un breve intervista.

Quando è nata l’associazione e con quali scopi?

L’associazione nasce quattro anni e mezzo fa con la voglia di riqualificare la condizione sportiva nel territorio milazzese attraverso obiettivi chiari e definiti. Importante anche per noi estendere tale obiettivo all’intera la provincia. Abbiamo ricevuto per il terzo anno consecutivo i complimenti da parte della Fidal nazionale, l’ente che organizza eventi sportivi importanti come il memorial Pietro Mennea all’Olimpico di Roma. Ci dicono che non hanno mai visto niente di simile in Italia come la manifestazione che si svolge oggi a Milazzo. È un format vincente.

Qual è la risposta del territorio?

Molto positiva, direi, e il confronto con gli anni passati ci dice che la risposta è superiore.   Considerate che l’anno scorso abbiamo chiuso con 10.000 presenze ma quest’anno il flusso di visitatori ha di gran lunga superato il traguardo dell’anno passato.

Quali sono gli sport più praticati dai milazzesi?

Ovviamente i più si indirizzano verso il calcio. L’obiettivo di questa manifestazione è quello di ribaltare la situazione odierna. Attraverso questa giornata vogliamo far emergere che esistono tanti altri sport praticabili ma meno conosciuti. “Educazione allo sport” nasce per questo motivo: la gente, in questo contesto, può conoscere le caratteristiche di ogni disciplina attraverso un istruttore con un badge al collo. Ogni società cerca di mostrarsi al meglio: il nostro è un evento promozionale dove le società sportive non pagano.  Una   manifestazione che nasce solo per loro e che vuole coinvolgere soprattutto i bambini.

Nell’ ultimo biennio è cresciuto il numero di iscritti nelle palestre?

Certamente. È una risposta oggettiva e si perfeziona ogni anno di più. Sono aumentati i corsisti in varie discipline, difatti quest’anno la partecipazione delle palestre è stata notevole.

Cosa ci riserva questa giornata di particolare?

Certamente una condivisione generale. La città deve servire ai cittadini, vorremmo che le società non confinassero “l’educazione allo sport” in una sola giornata ma la distribuissero nel corso dell’anno imparando a progettare, condividere e soprattutto guardare con fari lunghi, sarebbe importante che tra loro facessero rete. Se riuscissero in questo, la città non si accontenterebbe, ma avrebbe qualcosa in più da offrire.

L’associazione fa riferimento anche le figure dei grandi campioni per questa manifestazione. Abbiamo avuto occasione di incontrare grandi nomi del calibro di Massimiliano Rifici, Andrea Devicenzi, Giuseppe Gibilisco, Maurizio Fondriest, Antonello Riva e Arianna Del Bono. Quanto è importante la loro presenza nell’avvicinare i giovanissimi allo sport?

La loro presenza è importante perché testimonia l’impegno che hanno profuso nel corso della loro carriera per raggiungere il risultato. Questo è il loro contributo per promuovere “l’educazione allo sport”

LA REDAZIONE

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