IL MIO ELISIR PER ESSERE FELICE

Quella dell’uomo è una storia in cammino nel tempo. Ognuno è chiamato a scegliere come percorrere questi passi. Il mio è iniziato appena sono stato in grado di alternare un passo dopo l’altro ed acquisire autonomia, inizialmente per la necessità di spostarmi, poi come camminatore per “devozione”.

Da ragazzino, accompagnato da mia madre andavo in pellegrinaggio al Santuario di Tindari per onorare la “Madonna nera”. Successivamente, sono diventato un giovane camminatore, sempre alla ricerca di novità per conoscere cosa ci fosse oltre l’orizzonte. L’apice della mia consapevolezza di camminatore l’ho raggiunta da adulto, attraverso numerose esperienze.

 Adesso, da “diversamente giovane”, cammino per il piacere di camminare, per stare bene con me stesso e con i compagni di viaggio ma ancora più per essere felice.

Avevo cinque anni, ero un bambino vivace, ribelle ma molto creativo con tanta voglia di conoscere e viaggiare.  Ero stato avviato al cammino da nonno Nino. Tutto accadde in occasione della mia tosse “asinina”, in quanto gli anziani della mia famiglia dicevano che, per potere guarire, avevo bisogno di respirare l’aria buona del fiume.

Per questo motivo nonna Nunziata sollecitava quotidianamente nonno Nino ad accompagnarmi, durante le prime ore del mattino, “o ciumi” presso il torrente Mela.  Percorrevamo tanti chilometri, il letto del torrente era un fantastico parco giochi, scoprivo tante cose nuove, fantasticavo …. e in questo cammino mi sentivo felice.

Il fiume mi battezzò “camminatore”.  Il mio esile corpo, costruito per camminare e correre, aveva una instancabile vitalità e un bisogno di stare sempre in movimento.

Dopo tante avventure (o disavventure del periodo delle scuole elementare e medie) nel 1969    mi trasferii a Barcellona Pozzo di Gotto, per frequentare l’ITCG.

Qui mi ritrovai in un mondo meraviglioso fatto di giovani di grande semplicità e umanità, con tanta voglia di divertirsi “e fare sport” con la società: “Fiamma tirrenica”, allora rappresentava una grande realtà sportiva siciliana che si imponeva in campo nazionale.

Tutto merito del presidente-allenatore Nino Alberti, che fu un grande maestro di “vita e di sport”, riuscì a disegnarmi la via per il mio futuro d’insegnante di educazione fisica.

Nino era un “gigante buono “animato da una dose di dolce “follia”, che per chi non lo conosceva, solo per i primi secondi, poteva anche apparire un “marziano”.  Dopo poco tempo si poteva appurare che era allegro, simpatico e soprattutto umano, aveva rispetto per il prossimo e ancora più un amore smisurato per tutti i giovani. Era convinto che praticare sport potesse arricchire il genere umano.

Era convinto che lo sport fosse patrimonio di tutti ma proprio di tutti, capace di annullare le differenze, rendendo gli esseri umani fratelli.

Nino mi insegnò come “sapere stare bene” in gruppo e sentire l’appartenenza alla “famiglia sportiva”.  Dal 1970 al 1977 con i colori della Fiamma Tirrenica partecipai a tantissime gare di atletica leggera tra cui 9 campionati italiani Fiamma, che andavano dalle corse campestri a quelle su strada, alle gare su pista con esperienza nella marcia. Nino mi accompagnò in un percorso umano, sportivo e professionale che si dimostrò determinante per il mio futuro.

Nel 1975, fui ammesso all’ISEF (Istituto Superiore di Educazione Fisica) di Palermo che mi consentì di conoscere l’ambiente sportivo dell’atletica.  La conoscenza e la vicinanza di personaggi straordinari come il Prof. Alberto Corso, prima e il Prof. Pino Clemente dopo, furono importanti per la mia formazione umana e professionale.

La città di Palermo, che avevo visitato per la prima volta nel 1979, mi aveva affascinato e ne ero fortemente innamorato. Faceva parte dei miei sogni ed ora ero lì a conoscerla ed amarla, consapevole di vivere nella “città del mio cuore”. Durante il primo anno di frequenza abitavo in via Barra Olivella vicino, alle poste centrali di via Roma, da lì, a piedi quasi tutti i giorni, mi avventuravo in tutti i quartieri, alla scoperta di luoghi nuovi, percorrevo, ovviamente, a piedi decine di chilometri ogni giorno.

Le lezioni all’Isef si svolgevano in varie sedi, da Bonagia sede tecnica, al viale del Fante per gli impianti di atletica, della piscina e del circolo del tennis, alla Fiera del Mediterraneo per le lezioni teoriche-pratiche, alla segreteria degli studenti di via Imperatore Federico n.61,   al viale delle Scienze per la parte teorica.

Gran parte di queste località le raggiungevo a piedi. Per gli studenti dell’Isef la pausa pranzo si svolgeva al ristorante “Quattro canti”, dove un affabile Carlo   serviva le specialità palermitane (unica occasione in cui potevo fare riposare i miei piedi).

A Palermo si può trascorrere tutta la vita senza mai riuscire a conoscere la città, solamente camminando a piedi se ne può assaporare “l’essenza”. In quel tempo camminavo tanto, per conoscere e ammirare le bellezze della città, convinto che ogni passo mi ricaricasse di nuova energia, regalandomi positività e insegnandomi a saper vivere.

Gli anni dell’ISEF sono stati importanti per acquisire la consapevolezza del cammino come mezzo formidabile per il “viaggiatore”. Spesso di domenica mattina, in varie quartieri della città, venivano organizzate gare di marcia o di corse, la mia presenza, sotto i colori della “AS Delta Palermo” era sempre assicurata. Qualcuno per le mie numerose presenze scrisse che ero diventato il “re delle marcelonghe”. Maturai tantissima esperienza che mi servì successivamente nel mio “cammino”.

Nel 1977 ricevetti il mio primo incarico di insegnante di educazione Fisica nell’isola di Salina (Isole Eolie), prima nella scuola media di Santa Marina e poi anche in quella di Malfa. Qui la mia permanenza era scandita dalle lezioni a scuola la mattina e dalle lunghe passeggiate nell’isola, con gli amici e le amiche, durante le ore serali.

Nel 1978 ebbi l’incarico presso la Scuola Media di Quattropani e il Liceo Scientifico di Lipari, successivamente anche nella SM di Pianoconte.

Il “bello” era che gran parte delle volte dovevo raggiungere la frazione di Quattropani (10 km da Lipari) o quella di Pianoconte (5 km da Lipari) a piedi.  Servirsi del taxi era proibitivo per un supplente annuale di educazione fisica (il costo era di 20 mila lire) e l’autobus non coincideva con i bisogni di noi insegnanti per raggiungere le sedi di lavoro.

Anche se inizialmente il tragitto a piedi mi procurava parecchio disagio, con il passare del tempo, questo cammino si trasformò in un piacere, con grandi benefici per il corpo e lo spirito. La bellezza dei luoghi mi regalava un senso di leggerezza e di libertà. Miglioravo sempre più la mia capacità di osservare l’ambiente circostante e come una macchina fotografica, fissavo nella mia mente e nel mio cuore, paesaggi di rara bellezza che solo le isole Eoliane possono dare. Mi stavo avviando a maturare la consapevolezza del piacere di camminare …fondendomi sempre più con la natura.

Ormai i chilometri per raggiungere il posto di lavoro erano diventati un bisogno di vita, “il pasto quotidiano” di cui avevo bisogno per nutrirmi.

Dopo tantissime esperienze, maturate negli anni, è arrivato il momento “dell’onda perfetta”: “l’ASD Ama Camminare in Sintonia”. Questo gruppo di appassionati camminatori, ha come obiettivo la conoscenza e l’amore per l’ambiente, con il passo e lo sguardo attento del pellegrino, permettendo “all’ anima e al corpo un continuo viaggio “.  Ha rivoluzionato la mia vita, regalandomi “passi felici.” Il mio camminare è fatto prima con lo spirito, poi con il cuore e per ultimo con le gambe. La mia mente si riappropria della sua libertà attraverso la magia della ciclicità dei passi, in questo stato di grazia riesco a condividere tutto: il piacere di stare insieme, il silenzio, il sole, la pioggia, il vento, la fatica, ma soprattutto la pace e tutto ciò che è bello, come nei paesaggi incantevoli che si ritrovano lungo i percorsi del mio camminare.

PIPPO GERACI

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