Dal racconto alla vita quotidiana… “OSSA”

Mercoledì 6 febbraio 2019 gli alunni dell’Istituto Tecnico Industriale “Ettore Majorana” di Milazzo hanno assistito allo spettacolo “OSSA” dedicato a Placido Rizzotto.

La rassegna teatrale rientra nel progetto “Educazione alla legalità” dal titolo Se si insegnasse la bellezza, un percorso avente finalità di pungolo alla coscienza civile e alla maturazione di comportamenti responsabili e maturi fra i giovani, consentendo loro di comprendere al meglio la realtà che ci circonda e costruire un futuro di legalità e progresso.

Il primo spettacolo proposto dalla rassegna è stato quello del fantastico attore Alessio Di Modica, che si propone di parlare di mafia attraverso il teatro, con il suo spettacolo “Ossa“ che, dal racconto popolare dell’osso che canta, arriva alla storia di Placido Rizzotto.

Lo spettacolo, infatti, racconta due storie di ossa. La prima è la fiaba dell’osso che canta, un classico dei racconti legati al mondo della pastorizia, dal nord Europa all’Africa ogni cultura ha la sua versione di questa storia. I temi principali sono il tradimento e la memoria, la storia narra di un fratello che ammazza l’altro e tenta di nascondere il suo crimine.

In questo spettacolo Alessio Di Modica presenta una versione di quella isolana. Ma questa fiaba somiglia ad una storia vera, alla storia di Placido Rizzotto, un sindacalista siciliano che animò il movimento di occupazione delle terre a Corleone dando vita alla prima forma di antimafia sociale del dopoguerra.

L’ attore Di Modica, attraverso parallelismi e richiami sorprendenti, arriva alle ossa che rivendicano verità e giustizia, quelle di Rizzotto che fu fatto sparire nel tentativo dei suoi assassini di nascondere il corpo e far scordare l’uomo e l’operato. Ma le sue ossa, ritrovate in un pozzo il 7 novembre 2009, riusciranno a far vincere la memoria sulla dimenticanza. Le due storie vengono raccontate con uno stile narrativo semplice, “ridotto all’osso”, in cui la fiaba e la crudele realtà si incrociano.

Attraverso l’interpretazione dell’attore queste ossa cantano un grido di giustizia, una verità che richiede un impegno attivo soprattutto da parte di noi giovani: la mafia si può sconfiggere.

Momento di riflessione e di approfondimento quello finale che ha visto l’intervento del responsabile della compagnia, Ivano Di Modica che unitamente all’attore, porta in giro per l’Italia questo spettacolo e molti altri, tutti con lo stesso obiettivo. Lo splendido monologo “cantato” da Alessio Di Modica è dedicato non soltanto a Rizzotto ma a tutti i movimenti nati nelle nostre terre in quegli anni dolorosi, i movimenti di occupazione. Con profondo senso di giustizia l’attenta platea ha condiviso il monito dei fratelli Di Modica su quanto sia  importantissimo ricordare questi messaggi e le stragi di giustizia, ma anche ricordare che parallelamente al virus, alla malattia, al cancro della nostra terra questo territorio è generatore del bene perché parallelamente al male, ha prodotto l’antimafia fatta: da Rizzotto, a Peppino Impastato, a molte altre figure che hanno fatto battaglie di questo tipo e per questo essere fieri e pur ribadendo che la giustizia è lenta, credere che essa arriverà.

La compagnia infine si è complimentata per la forte tendenza all’ascolto notata da parte dei ragazzi dell’istituto Majorana, che è sempre aperto e pronto a questi eventi, che approfondiscono i temi ed i problemi quotidiani perché la conoscenza è l’unica fonte di giustizia.

Marica Genovese III C BS

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