sabato, Gennaio 24, 2026
Comprensivo Milazzo 3Istituti della Provincia

La storia di Paolo ci insegna qualcosa. . .

Il bullismo non è uno scherzo!

Pensando alla storia di Paolo Mendico, capisco che il bullismo non è una cosa bella, anzi è qualcosa di molto grave.

Ci sono persone che soffrono davvero tanto a causa di prese in giro, offese o umiliazioni continue, e questa sofferenza può diventare così grande da spingerle a fare gesti estremi, come purtroppo è successo a Paolo.

Nessuno merita di essere trattato male o escluso solo per essere diverso o più timido.

Noi ragazzi dobbiamo imparare a riconoscere sin da subito quando qualcosa non è uno scherzo, ma un atto di bullismo.

Spesso si dice “stavamo solo scherzando”, ma in realtà quelle parole o quei comportamenti possono ferire più di quanto immaginiamo.

È importante intervenire, aiutare chi è in difficoltà e non restare mai in silenzio.

Anche solo una parola gentile o un gesto di amicizia possono fare la differenza per chi sta male.

Potremmo trovarci anche noi, un giorno, in una situazione simile, e per questo dobbiamo sapere cosa fare.

La prima cosa è parlarne con i nostri genitori, perché loro possono aiutarci a capire come reagire. Se succede a scuola, è fondamentale dirlo ai professori, che possono intervenire per fermare il bullismo e proteggere chi ne è vittima.

Il bullismo si può combattere solo se tutti collaboriamo: studenti, insegnanti e famiglie.

Dobbiamo imparare ad avere rispetto, a metterci nei panni degli altri e a costruire una scuola dove tutti si sentano accettati e sicuri.


Giovanni Maio

Classe3^D Scuola Secondaria di primo grado Zirilli

Un pensiero su “La storia di Paolo ci insegna qualcosa. . .

  • mi ha colpito molto quanto scritto, perché spesso si parla del dolore che si nasconde dietro un sorriso. Le parole possono ferire più di un pugno e il silenzio può diventare una gabbia.
    Bisogna far capire che basta poco per cambiare le cose come una parola gentile o un “ ci sono”.
    Dovremmo imparare ad essere luce per chi vive nel buio della paura.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.