La storia di Paolo ci insegna qualcosa. . .
Il bullismo non è uno scherzo!
Pensando alla storia di Paolo Mendico, capisco che il bullismo non è una cosa bella, anzi è qualcosa di molto grave.
Ci sono persone che soffrono davvero tanto a causa di prese in giro, offese o umiliazioni continue, e questa sofferenza può diventare così grande da spingerle a fare gesti estremi, come purtroppo è successo a Paolo.
Nessuno merita di essere trattato male o escluso solo per essere diverso o più timido.
Noi ragazzi dobbiamo imparare a riconoscere sin da subito quando qualcosa non è uno scherzo, ma un atto di bullismo.
Spesso si dice “stavamo solo scherzando”, ma in realtà quelle parole o quei comportamenti possono ferire più di quanto immaginiamo.
È importante intervenire, aiutare chi è in difficoltà e non restare mai in silenzio.
Anche solo una parola gentile o un gesto di amicizia possono fare la differenza per chi sta male.
Potremmo trovarci anche noi, un giorno, in una situazione simile, e per questo dobbiamo sapere cosa fare.
La prima cosa è parlarne con i nostri genitori, perché loro possono aiutarci a capire come reagire. Se succede a scuola, è fondamentale dirlo ai professori, che possono intervenire per fermare il bullismo e proteggere chi ne è vittima.
Il bullismo si può combattere solo se tutti collaboriamo: studenti, insegnanti e famiglie.
Dobbiamo imparare ad avere rispetto, a metterci nei panni degli altri e a costruire una scuola dove tutti si sentano accettati e sicuri.
Giovanni Maio
Classe3^D Scuola Secondaria di primo grado Zirilli

mi ha colpito molto quanto scritto, perché spesso si parla del dolore che si nasconde dietro un sorriso. Le parole possono ferire più di un pugno e il silenzio può diventare una gabbia.
Bisogna far capire che basta poco per cambiare le cose come una parola gentile o un “ ci sono”.
Dovremmo imparare ad essere luce per chi vive nel buio della paura.