La fatica di leggere e il piacere della lettura

La scrittrice Annamaria Testa affronta in un suo articolo un tema da sempre discusso, ovvero “la fatica di leggere e il piacere della lettura”.

Puntualizza già dalle prime stringhe di testo che leggere è una cosa del tutto innaturale che richiede uno sforzo sin dal punto di vista fisico che mentale. Fisico perché i nostri occhi non sono fatti per fissare a lungo una pagina o uno schermo. Mentale, perché implica un notevole sforzo da parte del cervello: poiché il riconoscimento delle parole, l’interpretazione, l’attribuzione di un significato alla singola parola e, dare un senso alla totalità della frase sono tutte azioni che nel complesso, a volte, non tutti sono in grado di fare.

Annamaria Testa sostiene che il piacere della lettura è un’arte che va affinata nel tempo, tale affermazione dipende dal fatto che essendo un’operazione impegnativa, affinché possa essere svolta al meglio, senza particolari sforzi, richiede una certa pratica da parte del lettore. La conseguente fluidità che si acquista comporta un’esponenziale diminuzione della fatica da parte delle diverse aree cerebrali, ciò è dovuto al fatto che l’occhio assume una memoria visiva che gli consente non più di catturare singole lettere, ma gruppi di lettere. Grazie a questo fenomeno è possibile ricostruire istantaneamente un’intera stringa di testo.

La capacità di decifrare un testo semplice è abbastanza comune, ma la bravura nel saper comprendere un testo di una certa complessità non è da tutti. Difatti, l’autrice si chiede come si potrebbe spingere le persone che leggono poco a leggere di più e acquisire, dunque, la capacità di leggere meglio andando a compensare la fatica. Afferma che l’unico modo che può pienamente compensare la fatica di leggere sia, proprio, il piacere della lettura, dettato dalla curiosità di conoscere storie intriganti e apprendere nuove nozioni. Dice, inoltre, che tale piacere è impossibile da imporre, perciò è di fondamentale importanza leggere a voce alta ai bambini più piccoli. Così facendo, si rendono partecipi del piacere della lettura ancor prima che si sottopongano alla fatica di leggere.

La scrittrice sostiene che il ruolo svolto dagli insegnanti nello sviluppare il gusto per la lettura dei propri alunni è più proficuo di quanto si possa pensare perché, talvolta, attraverso la lettura ad alta voce in classe si hanno risultati al di là dell’aspettative, nonostante ciò possa sembrare strano.

Per poter vincere la fatica di leggere la chiave sta proprio nel piacere della lettura e nell’interesse che si ha per l’argomento. Non sono mai stato un grande lettore, tuttavia, negli ultimi anni ho capito l’importanza della lettura e di come essa possa catapultarci in un mondo tutto nostro, fatto di colori ed emozioni, dove a dipingere la tela siamo solo noi!

Marco Iarrera IV A BS

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