Il dizionario ai tempi del Covid-19

Il COVID-19 ci ha stravolto la vita e pure il lessico!

Avevamo appena memorizzato il suo nome, Coronavirus, ed ecco comparire Covid19, Sars cov 2; epidemia sembrava l’allarme poi, la sentenza: è pandemia, il mondo tutto è coinvolto.

Ed eccoci qui, focolaio, asintomatico, positivo che vuol dire colpito, negativo salvo, mascherine: troppo semplice! Dispositivi di protezione individuale, DIP, il nuovo oggetto del desiderio, indispensabili, introvabili. Deflagra il tampone, tamponare sarà il nuovo mantra e non è più scontro fra auto. Scatta il tutto in casa e scopriamo il lockdown  e pure lo smart working.

Ci spiegano che bisogna arrivare al picco, quando ci siamo quasi, entra in scena il plateau.

E ancora distanziamento sociale. No, non è questione di classe, è stare lontani almeno un metro, insomma bastava dire distanza fisica!

Nell’emergenza ecco irrompere la retorica di guerra: nemico, fronte, prima linea, eroi, trincea, il male assoluto: assembramento.

Al supermercato non si entra scaglionati ma contingentati, gli oggetti non si disinfettano ma si sanificano.

 Il nuovo passaporto l’autocertificazione, sui congiunti si apre un dibattito!

In tutto questo scrivere e riscrivere, la forza delle parole conosce qualche inciampo, tipo il ripetuto ossimoro silenzio assordante!

 Il dizionario dell’emergenza finirà così come i nostri giorni sospesi nei libri di storia e il fermo immagine delle emozioni indelebili nella memoria!

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