La Terra ancora un “atomo opaco del Male”

Parlare del bene e del male è una cosa comune ma non semplice. Sin da piccoli infatti ci educano all’esistenza di queste due “forze” ed alla loro lotta incessante nell’intento di sopraffazione dell’uno sull’altro. Noi siamo liberi, in base alla nostra coscienza e al nostro istinto, di scegliere quale delle due seguire. Ciò che ci viene spiegato, in particolare, è che “male” è tutto ciò che si dovrebbe evitare, e “bene” è ciò che è buono e giusto. Il pensiero è lo stesso in ogni ambito: morale, scientifico o religioso. In quest’ultimo caso, ciò che è bene è ciò che ci avvicina a Dio, mentre il contrario ci porta sulla strada sbagliata e ci allontana da Lui.

La Terra ancora un “atomo opaco del Male”

È facile affermarlo, ma a volte difficile da seguire. Per quanto possa sembrare strano, compiere del male a volte sembra più semplice, più immediato e l’istinto in questo non ci aiuta affatto, ingannandoci perché spesso fare “ciò che è giusto” non coincide col fare “ciò che è facile” e, per compiere un’azione “buona e giusta”, ci vogliono cuore e determinazione. È qui che si dimostra l’intelligenza e la maturità di un individuo: nell’avere il buon senso di scegliere ciò che, seppur richiede sacrificio fatica e privazione, si ritiene vantaggiosa per sé ma anche per gli altri.

La Terra ancora un “atomo opaco del Male”

Ciò non vuol dire che chi sbaglia non sia meritevole. Commettere degli errori, infatti, è concesso a tutti perché, comunque, siamo essere finiti, con dei limiti che possono, purtroppo, portarci a errori che siano essi di valutazione, di azione o giudizio. Infatti, come recita un conosciutissimo detto, “Errare humanum est”, commettere errori è umano perché, in quanto essere umani, sbagliare è lecito. Tuttavia lo stesso detto continua con “perseverare autem diabolicum” (perseverare è diabolico): insomma l’errore “imperdonabile” è non essere in grado di riconoscere l’errore stesso, e quindi potervi incappare o ripeterlo. Proprio per questo si parla spesso anche di “cattiveria gratuita”, quella cattiveria che contraddistingue molti che fanno del male nella consapevolezza di ferire. La cattiveria gratuita è probabilmente la forma di “male” peggiore.

La Terra ancora un “atomo opaco del Male”

Gente pericolosa, che trasmette solo emozioni negative, vestita di invidia e astio, con attenzione solo al tornaconto personale, ma soprattutto incapace di rendersi conto del proprio comportamento, gente priva di sensi di colpa, che addirittura gode e trova soddisfazione nel compiere del male e si nutre della sofferenza altrui. È proprio a causa di gente del genere che la mia opinione sul male si rinforza sempre più e credo che, per quanto si possa lottare, per quanto si possa tentare di sconfiggerla, la cattiveria ha radici così salde da risultare insradicabile, e quindi non la si potrà mai eliminare definitivamente. E la storia ce lo conferma, perchè nonostante il ripetersi degli stessi errori nel corso del tempo, non si riesce ancora a distinguere il “bene” dal “male”, e a smettere di compiere quest’ultimo. Ciò è dovuto all’ignoranza umana, che invece di regredire con l’avanzare del progresso, progredisce facendo da padrona all’agire umano. Ed è per questo che sui giornali, in televisione, sentiamo parlare sempre più di violenze, maltrattamenti e abusi e molto poco, invece, di atti di solidarietà e altruismo, proprio perché il male si diffonde a macchia d’olio, mentre il bene non viene nemmeno notato. Non abbiamo una bacchetta magica per far scomparire il male da un momento all’altro, ma soprattutto non tutti abbiamo la convinzione di volerlo fare. Finché esso non si estirperà dalla testa e dal cuore di tutta l’umanità, cosa impossibile, esso continuerà ad aleggiare intorno a noi cercando di tentarci e provocarci, e comincio a pensare che non sempre il bene riesca a trionfare e che chi compie il bene non ne viene ripagato. Per questo già Pascoli definiva la Terra un “atomo opaco del Male”, e il tempo non ha cambiato ancora le cose.

Rita Chiara Scarpaci

Classe III, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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