LA GROTTA DI SANTA VENERA TRA STORIA E LEGGENDA

Un bene da recuperare, tutelare e salvaguardare

Si narra che nel periodo della dominazione araba in Sicilia sia nata e vissuta una santa di nome Venera. Gli storici dell’epoca riferiscono che sia stata resa martire nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto. Una notte la fanciulla, preda di malfattori , nel tentativo di fuggire trovò riparo in una grotta nei pressi dell’attuale frazione di Santa Venera, ma venne ugualmente raggiunta e atrocemente uccisa. In quel luogo, riferiscono le fonti, venne edificato un altare, dedicato appunto alla santa. Successivamente la grotta, di origine preistorica e abitata anticamente da uomini primitivi, diventava luogo sacro e meta di frati dediti alla solitudine e alla vita contemplativa. Faceva infatti parte del feudo di Gala dei monaci basiliani e ne segnava il confine occidentale, come testimoniava il diploma di Adelasia del 1105.

LA GROTTA DI SANTA VENERA TRA STORIA E LEGGENDA

Attualmente la zona antistante la grotta è sormontata da una cupola di forma ottagonale. Al centro vi è un altare in pietra con un quadro raffigurante la santa ormai sbiadito. Suggestive le epigrafi in latino, oggi poco leggibili. La tradizione riferisce che ai piedi dell’altare sia stata sepolta Santa Venera, mentre nel lato sinistro dell’edificio è ubicato un pozzo, dal quale anticamente si credeva sgorgasse acqua miracolosa. Il tempietto di Santa Venera adibito a luogo di culto già nel XII secolo, evidenziava la presenza massiccia dei monaci nella città del Longano e il ruolo preponderante che essi rivestivano.

Se comprendere il passato significa comprendere il presente, far rivivere lo splendore e il coraggio di uomini e donne che hanno segnato la storia di Barcellona Pozzo di Gotto è quindi doveroso. Tutelare e salvaguardare il patrimonio storico-artistico della nostra città è indispensabile.

La costruzione a pianta quadrata rientra, infatti, nei canoni dell’architettura bizantina, riconducibile allo spirito artistico dell’arte armena del VII secolo.

LA GROTTA DI SANTA VENERA TRA STORIA E LEGGENDA

La Grotta di Santa Venera, pertanto, rappresenta un bene di inestimabile valore artistico e storico non solo per Barcellona Pozzo di Gotto ma per tutti. Esso, però, non è attualmente fruibile al pubblico a causa dei mancati restauri e dei tanto agognati finanziamenti da parte degli enti pubblici. In un tale contesto sociale e politico diventa invece indispensabile agire nel territorio e in questa prospettiva si inserisce perciò l’esigenza di promuovere il valore della propria memoria storica, di valorizzare il patrimonio artistico presente e di proteggerlo. Si tratta insomma di sensibilizzare il singolo cittadino a rispettare e valorizzare il “bene culturale”. Conoscere, rispettare, tutelare, valorizzare, il patrimonio storico-artistico della propria città significa comprendere, infatti, ciò che noi siamo stati, acquisire una fisionomia e una identità culturale, che migliori l’intero tessuto sociale ed indirizzi la collettività al rispetto del bene pubblico.

LA GROTTA DI SANTA VENERA TRA STORIA E LEGGENDA

Davanti a città violentate, città calpestate, città degradate, città totalmente sacrificate per la nostra incuria e la nostra indifferenza, tutti i cittadini dovrebbero diventare custodi e garanti del proprio patrimonio storico-artistico, in particolare quello di Barcellona Pozzo di Gotto, da rivalutare e tutelare per l’unicità e la bellezza dei suoi luoghi, per il fascino dei suoi ambienti meno noti come appunto la Grotta di Santa Venera, per la scoperta di una memoria storica che non va dimenticata ma celebrata. La nostra terra è infatti l’intreccio di tante culture, di diversi popoli per usi, costumi, tradizioni, stirpi, ma per tutti questi popoli che si sono succeduti in Sicilia l’intolleranza e la violenza non esistevano quando dovevano realizzare complessi architettonici e armonizzare uomo e paesaggio. Impariamo da loro invece di distruggere, ignorare o disperdere le tracce del nostro passato.

Giorgio Abbriano

Classe I, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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