Vivere una vita inimitabile!!

Bisogna fare della propria vita come si fa di un’opera d’arte. Bisogna che la vita di un uomo di intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui.

Gabriele D’Annunzio

È trascorso circa un secolo da quando questa frase è stata pronunciata per la prima volta dalla voce più celebre nonché persuasiva e stimolatrice delle masse tra gli intellettuali italiani del Novecento.

Gabriele D’annunzio rappresenta infatti il modello per eccellenza della tendenza culturale estetica in Italia, il volto sensuale ed egocentrico della cultura decadente di metà Ottocento in forte contrasto con la timida ed introversa realtà pascoliana.

Vivere una vita inimitabile!!

Questo genio poliedrico e narciso plasmò la sua vita facendo in modo che ogni evento, sin dal momento della sua nascita, fosse avvolto da un velo di leggendaria miticità tale da renderla inimitabile. Ogni aspetto della vita rappresentò per lui uno stimolo per ricercare la bellezza, quasi come a voler creare un dipinto aspirando ad ottenere la perfezione artistica, la quale va inevitabilmente a ricondursi alla bellezza. Ecco quindi che l’intellettuale dotato di qualità estranee alla gente comune, poiché in grado di cogliere l’essenza del bello e di poterla trasferire tanto nella propria attività quanto nei propri atteggiamenti, diviene l’unico ed il solo artefice di una vera e propria opera d’arte.

Sebbene questo concetto appartenga ad una realtà relativamente lontana da quella odierna è ragionevole ritenere che anche nella società moderna del 2000 si possa parlare di vita intesa come un’opera d’arte. Ebbene sì, potrebbe sembrare una forzatura, ma in effetti, se si riflette attentamente, ognuno di noi, anche semplicemente attraverso l’uso dei social, network tende a far apparire una certa immagine di sé stesso, la migliore. Anche una semplice foto scattata per catturare un momento magico diviene uno spunto per creare dei piccoli capolavori digitali, proprio come i piccoli episodi della vita falsamente leggendaria dannunziana, ideati e ostentati dallo stesso poeta. Il termine “falsamente” non è casuale, spesso, infatti, così come non si poteva definire veritiera l’apparenza su cui costruì la propria vita l’esteta intransigente dannunziano, anche la realtà raffigurata nelle nostre foto spesso non rispecchia assolutamente ciò che realmente si nasconde dietro quella perfetta, ma artificiosa veste digitale. Di fronte a questa smania di egocentrismo mista ad un’esasperata ricerca della perfezione, anche la magia del momento stesso da immortalare nella foto viene chiaramente meno, così come sfumerà, in seguito, il piacere di riassaporare un ricordo che non ci apparterrà più.

Vivere una vita inimitabile!!

Tuttavia, non sarebbe corretto affermare unicamente che la vita, intesa come opera d’arte, sia essenzialmente una via attraverso cui l’uomo apre iperboliche parentesi nella sua vita animato da una logica che ha come fine ultimo il puro edonismo personale. L’opera d’arte creata può, difatti, tramutarsi in un mezzo per veicolare un messaggio al pubblico che la osserva o anche solo per recare anche a chi la contempla le stesse sensazioni provate dall’artista nel crearla, connotazione che potrebbe incarnare una delle molteplici sfaccettature della filosofia dannunziana, quella del poeta vate “cantore dello spirito nazionale” in grado di guidare il popolo e che incanta le folle con le sue abilità oratorie, in qualche modo riconducibile all’ideale del superuomo.

Vivere la propria vita così come in un’opera d’arte al giorno d’oggi può, dunque, essere inteso come un monito a perseguire i propri ideali ponendosi al di sopra della mentalità comune, tuttavia senza necessariamente sfociare nella logica superomistica aggressiva formulata dal poeta, oggetto di fraintendimenti e strumento principale dei fascisti, poiché l’uomo è sempre in grado di commettere gli errori commessi in passato sebbene questo stesso passato gli abbia spesso dimostrato le terribili conseguenze di tali errori. Potrebbe quindi significare in un concetto più ampio “distinguersi dalla massa”, cominciando dal semplice vestire in modo originale, fino ad arrivare a fare il missionario in un paese devastato dalla guerra, ma libero dagli stessi pregiudizi morali che spesso inducono le persone a conformarsi alla mentalità comune. Quanti sarebbero in grado di compiere azioni anticonformiste con l’intento di esortare la gente?

Arianna Torre V C BS

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