Sulle ali della musica

Sono passati diciotto giorni dall’inizio della quarantena e penso che ne passeranno molti altri. Dal 5 marzo non esco di casa, anche se a volte esco in balcone a prendere una boccata d’aria. Le mie giornate proseguono tutte uguali. La mattina mi alzo un po’ tardi, ma spesso il mio sonno viene interrotto dalla sveglia di mio fratello che ha lezione online ogni giorno.

Devo ammettere che preferivo andare a scuola. Mi mancano i miei insegnanti e i miei amici con i quali non posso più incontrarmi. La sera gioco online con i miei compagni così resto in contatto con loro.

Sono molto triste anche perché non riesco a vedere le mie cugine, le mie zie e mia nonna anche se ci sentiamo spesso con le videochiamate. Anche i miei genitori sono a casa, e per fortuna mi tirano su il morale.

L’unico momento di svago che ho durante la giornata è suonare la mia batteria. La musica è la mia passione, la mia vita. Quando suono mi emoziono, mi sento libero, volo in alto. In questo momento così difficile suonare mi rende felice. Mi dà quella libertà che improvvisamente mi è stata tolta.

In questi giorni molti musicisti si riuniscono sui balconi per suonare insieme e portare un momento di felicità a tutti. La musica è un linguaggio universale, è condivisione, unisce e non divide e in questo momento riesce a farci sentire più vicini. Sono molto preoccupato per il mio maestro di musica, che vive a Milano, la zona più colpita da questa pandemia.

Spero che tutto questo finisca al più presto, che riusciremo a tornare a scuola e che possiamo ritornare alla nostra quotidianità.

Voglio condividervi un video in cui suono la batteria e unirmi a tutti gli altri musicisti per lanciare un messaggio di speranza: #andràtuttobene.

Alessandro Coppolino

II A Scuola Media “Verga”

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