VENEZIA, E GLI “ANGELI DELL’ ACQUA ALTA”

Venezia nei mesi autunnali e invernali è spesso “vittima” di allagamenti che provocano la distruzione di molte strutture e benefici culturali. Fra questi non sono ultimi i libri.

VENEZIA,  E GLI  “ANGELI  DELL’ ACQUA ALTA”

Durante l’ultima catastrofe naturale dell’autunno scorso i giovani volontari dell’associazione Venice Calls, supportati da molti altri coetanei provenienti da tutta Italia che si sono aggregati in seguito all’ appello di collaborazione e solidarietà lanciato su diversi social network quali Instagram, Tinder e nelle chat di Whatsapp dei volontari veneziani, si sono mobilitati per portare soccorso alla propria terra.

Il loro intervento era rivolto alla raccolta dei rifiuti che galleggiavano ovunque caricandoli su barche messe a disposizione dall’ associazione Veritas ma anche salvare molti dei rari volumi della Fondazione Querini, asciugandoli a mano con carta assorbente e phon.

VENEZIA,  E GLI  “ANGELI  DELL’ ACQUA ALTA”

Notevole è stata l’organizzazione di questi ragazzi: una centrale operativa si occupava di smistare le richieste di aiuto provenienti dalle varie zone di Venezia e inviare sul posto volontari per prestare soccorso e un Infopoint dove riunire i volontari e munirli delle attrezzature necessarie per prepararli a intervenire. Numerosi i volontari presenti nei giorni di emergenza, quasi 3500, risultato raggiunto anche grazie alla promulgazione dell’iniziativa di volontariato della rete Erasmus Student Network di Padova.

Un’incredibile testimonianza di rispetto per il territorio e di solidarietà verso il prossimo con iniziative che gli stessi “Angeli dell’acqua alta” hanno soprannominato “attacchi di impegno civile”.

Claudia Previti IV C BS

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