L’INDIFFERENZA E’ COMPLICE DEI MISFATTI PEGGIORI

L’indifferenza racchiude la chiave per comprendere la ragione del male perché, quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore. L’indifferente è complice. Complice dei misfatti peggiori

Indifferenza: questa la definizione della senatrice Liliana Segre, superstite dell’Olocausto e testimone della Shoah italiana. Lei è testimone di tutto l’orrore che, per quanto possa essere terribile, non bisogna dimenticare ma al contrario bisogna ricordare. Bisogna ricordare il genocidio, di cui furono responsabili le autorità della Germania nazista e i loro alleati. Bisogna ricordare la paura degli ebrei quando i tedeschi andavano a prenderli nelle loro piccole case, ignari di quello che sarebbe seguito. Bisogna ricordare i pianti dei bambini in cerca disperata della mamma o del papà. Le donne ormai prive della loro femminilità: i capelli rasati, il grembo freddo e gli occhi pieni di lacrime. E quelle maledette docce nelle quali si entra ma dalle quali non si esce più. Urla, urla…silenzio. Quel silenzio straziante che dice mille parole, quel silenzio che racchiude tutte le urla di dolore, quel silenzio che ancora oggi fa paura… cenere.

L’INDIFFERENZA E' COMPLICE DEI MISFATTI PEGGIORI

Le vittime furono 17 milioni, di entrambi i sessi e di tutte le età. Non furono però solo ebrei, anche le popolazioni slave, gli oppositori politici, i massoni, le minoranze etniche, gli omosessuali, i portatori di handicap mentali o fisici e gli zingari furono oggetto di tanto odio. E se tutto questo è successo, è anche colpa delle persone indifferenti, che non hanno fatto niente per fermarlo. Se tutti avessero preso coscienza di ciò che stava realmente accadendo, magari tutto ciò sarebbe finito molto prima. L’indifferenza, però, purtroppo ancora continua, anche nei confronti dell’Olocausto stesso. Ci sono persone che ancora pensano che non sia successo niente, i così detti “negazionisti”, e questa percentuale oggi è aumentata raggiungendo il 15% della popolazione mondiale, e la paura è che questo tasso di percentuale aumenti con il passare del tempo. L’indifferenza, tuttavia, si manifesta anche in cose più semplici: verso il bullismo a scuola, verso il razzismo nelle strade o nel calcio, verso il classismo nella società, verso i bambini più deboli…

L’INDIFFERENZA E' COMPLICE DEI MISFATTI PEGGIORI

Di indifferenza ha parlato, a proposito della tragedia delle “Foibe”, anche il presidente Mattarella… L’indifferenza che ignorando fa altrettanto male dell’odio…

Anche nel nostro piccolo possiamo aiutare a sconfiggere l’indifferenza. Se mentre camminiamo per strada troviamo un anziano in difficoltà, aiutiamolo, non passiamo avanti, togliamoci quei paraocchi che indossiamo da tanto tempo e fermiamoci. Solo così possiamo cambiare. Fermiamoci ad osservare. Per tornare umani.

Annalisa De Francesco

Classe III, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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