Muro di Berlino, non soltanto un crollo fisico…ma un crollo politico

Muro di Berlino, non soltanto un crollo fisico...ma un crollo politico
Il muro davanti alla Porta di Brandeburgo (1961)
foto: Presse- und Informationsamt der Bundesregierung

Il muro da trent’anni non c’è più: 9 novembre 2019… 9 novembre 1989. Quel muro che suscitava un grande orrore e che con entusiasmo, il pomeriggio del 9 novembre 1989, fu smantellato.

“La caduta del muro” segnò la fine del regime comunista e della Guerra Fredda.

Conseguenza della seconda guerra mondiale e della guerra fredda la Germania nel 1949, fu divisa in Repubblica Federale Tedesca, alleata dell’occidente, e Repubblica Democratica Tedesca, filosovietica.

Muro di Berlino, non soltanto un crollo fisico...ma un crollo politico

Durante questo periodo la Germania occidentale visse un periodo di boom economico, aiutata inizialmente dagli investimenti americani. La parte orientale faceva più fatica a riprendersi dalla guerra per le pesanti richieste economiche fatte dall’Unione Sovietica per riparare i danni subiti nel conflitto.

Più i due paesi si stabilivano a livello politico, più si facevano sentire le differenze per quanto riguarda lo standard di vita.  In quegli anni il confine tra est e ovest non era ancora insuperabile e per tutti gli anni ’50, centinaia di migliaia di persone fuggivano ogni anno dall’est verso l’ovest…Giovani, persone con una buona formazione professionale, laureati che si aspettavano un futuro più vantaggioso e più libero.

Questa situazione stava diventando un pericolo per la Germania dell’est ed era un’ulteriore causa delle difficoltà economiche di questo stato.

Muro di Berlino, non soltanto un crollo fisico...ma un crollo politico
Militari della Germania est guardano attraverso una porzione divelta del muro, dall’altro lato molte persone che finalmente circolano liberamente, iFto d’archivio del 10 novembre 1989. corriere.it

Nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 cominciò la costruzione del Muro…qualsiasi collegamento sospeso. Filo spinato, corrente ad alta tensione, cemento armato e torrette di controllo… dividendo a metà scuole, palazzi, cimiteri. Da quel momento nessuno poté più passare a Ovest. Ci fu persino chi, abitando nei palazzi che segnavano il confine tra i due settori, si buttò dalle finestre di casa prima che queste venissero murate. Per tutto il periodo della guerra fredda, fino al 1989, quando il Muro fu abbattuto, più di 5.000 persone riuscirono a scavalcare, moltissime furono arrestate e oltre 150 furono uccise.

Inizialmente i Tedeschi orientali ricorsero a ogni stratagemma per scappare: tunnel sotterranei, automobili con doppio fondo, mongolfiere, ma i mezzi di controllo diventarono sempre più sofisticati e col passare del tempo divenne quasi impossibile oltrepassare il Muro perché le guardie avevano l’ordine di sparare a chiunque si avvicinasse soltanto davanti al Muro.

Nella seconda metà degli anni Ottanta il blocco comunista in Europa mostrò evidenti segni di crisi. La politica riformatrice di Michail Gorbačëv, leader dell’Unione Sovietica dal 1985, favorì e accelerò il crollo dei regimi comunisti. A Berlino tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre 1989 migliaia di abitanti manifestarono nelle strade invocando libere elezioni, libertà di stampa e possibilità di viaggiare liberamente.

Mentre i dirigenti della Germania dell’Est cercavano di controllare e indirizzare le proteste della popolazione, il simbolo più sinistro della repressione venne preso d’assalto pacificamente dai Berlinesi dell’Est. Nel tardo pomeriggio di giovedì 9 novembre gli abitanti della città iniziarono la conquista e l’abbattimento del Muro: da Est e da Ovest migliaia di persone si arrampicarono sul Muro per abbracciarsi, ballare, festeggiare.

Preso raschiato, martellato, il Muro mostrò i primi squarci e nel giro di alcune settimane si era trasformato in macerie.

“Nessuno è nato schiavo, né signore, né per vivere in miseria, ma tutti siamo nati per essere fratelli.” Nelson Mandela

Marica Genovese IV C BS

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.