12 ottobre 1492: una data che cambia la storia, inizio dell’età moderna

12 ottobre 1492: una data che cambia la storia, inizio dell'età moderna

Il 12 ottobre è tra qualche giorno, negli Stati Uniti sarà il “Columbus Day”, ricorrenza di un evento importante per la storia che è stato scelto convenzionalmente come momento di passaggio dal Medioevo all’Età Moderna. Un modo questo per gli americani per risarcire chi, pur avendo realizzato l’impresa memorabile di scoprire un nuovo continente, fu poi “scippato” della gloria nell’assegnazione del nome dato a quelle terre fino al XV secolo sconosciute agli europei. Ma chi era quest’uomo e cosa dobbiamo a lui, oltre ad un cambio di periodizzazione storica?

Cristoforo Colombo, nato probabilmente il 3 agosto del 1451 – figlio di Domenico, un tessitore di lana, e di Susanna Fonterossa – fu un navigatore ed esploratore genovese celebrato per aver scoperto l’America nel 1492, anche se nelle sue intenzioni vi era il raggiungimento delle Indie viaggiando da ovest. La sua passione per il mare incominciò quando ancora era un bambino, già a 20 anni iniziò a fare le sue prime piccole spedizioni con compagnie commerciali e, dopo un po’ d’esperienza, riuscì a fare quel viaggio epocale. Ma come andò veramente?

12 ottobre 1492: una data che cambia la storia, inizio dell'età moderna

Nel 1492 Colombo fece una proposta audace ai sovrani di Spagna, Ferdinando D’Aragona e Isabella di Castiglia: voleva raggiungere l’Oriente attraversando l’Oceano Atlantico seguendo la Carta di Toscanelli, anche se le distanze rappresentate sul planisfero erano più piccole di quelle vere. I sovrani di Spagna accettarono la proposta perché, se Cristoforo avesse portato a termine la missione, sarebbero spettati loro grandi guadagni e prestigio dal mondo per la grande impresa; se avesse fallito avrebbero perso solo tre vecchie navi.

12 ottobre 1492: una data che cambia la storia, inizio dell'età moderna

La spedizione partì quindi il 3 agosto del 1492 da Palos su tre caravelle (la Nina, La Pinta e La Santa Maria), fece una sosta alle Isole Canarie dal 12 agosto al 6 settembre e, dopo ben 79 giorni dalla partenza, il 12 ottobre sbarcò a Guanahani, che Colombo ribattezzò “San Salvador”. Questa data, per il suo grande significato e le conseguenze storiche ed economiche, segna la fine del Medioevo e l’inizio dell’età Moderna, un‘età fatta di scoperte, di gente che era intraprendente e che amava il rischio. Colombo credeva, però, di essere sbarcato nell’arcipelago giapponese, anche perché dalla descrizione dei paesaggi di chi era stato nelle Indie non c’era niente che corrispondesse a quella vegetazione lussureggiante, flora e fauna totalmente diverse.

12 ottobre 1492: una data che cambia la storia, inizio dell'età moderna

Ma non erano terre disabitate, anzi. Prima del suo arrivo in questi luoghi sconosciuti agli europei si erano stabilite varie popolazioni, provenienti dall’Asia 30-40.000 anni prima di Cristo, che avevano dato origine a tre civiltà: i Maya, gli Aztechi e gli Inca. Erano popoli con delle proprie leggi, religioni ed usi, ma questa gente non sapeva che l’arrivo dei “bianchi” sarebbe stato l’inizio della loro fine. Gli sconosciuti furono accolti dagli indios come dei semidei e lo stesso Colombo, in un resoconto inviato al re di Spagna, scriveva che erano popoli di indole buona, facilmente docili e incapaci di fare del male. Egli ripartì verso l’Europa il 16 gennaio del 1493 e arrivò a Palos il 15 marzo. Appena tornato fu accolto trionfalmente dal popolo, divenne governatore e i sovrani spagnoli lo prepararono per altre spedizioni. Ispirò anche tanti altri esploratori a fare il suo stesso viaggio verso il nuovo continente, tra cui Amerigo Vespucci, al quale si deve il nome dato a queste terre. Ciò perché Colombo, anche se realizzò altre due esplorazioni, non capì mai che, nel viaggio del 1492, era arrivato in un Nuovo Mondo sconosciuto all’Europa. Negli ultimi anni della sua vita cadde poi in disgrazia perché considerato dai reali spagnoli un traditore, visto che difendeva gli indios dalle ingiustizie degli spagnoli, e morì quasi dimenticato da tutti il 20 maggio del 1506 a Valladovid. Aveva solo 55 anni .

Anche se la “scoperta” a lui attribuita è avvenuta per caso e lui stesso ne fu inconsapevole, ciò non toglie che Cristoforo Colombo ha cambiato indubbiamente il corso degli eventi e sia giusto ricordare il 12 ottobre 1492 come una data fondamentale. Personalmente ritengo inoltre che egli abbia avuto molto coraggio, perché non credo sia stata una passeggiata affrontare quel viaggio lunghissimo senza sapere a cosa potesse andare incontro. Non si perse mai d’animo e, anche nei momenti di forte tensione, nel calmare gli animi dell’equipaggio cercò di non perdere mai la calma. Se è vero che la storia è fatta anche da chi si distingue dalla massa per le proprie doti e il proprio coraggio, mi viene in mente allora una frase di Steve Jobs “Siate affamati. Siate folli”. Sicuramente questo grande genovese lo è stato, “folle”, e ha cambiato la storia… senza però rendersene conto.

Chiara Palella

Classe II, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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