Colombo scopre il Nuovo Mondo: cambiò le nostre abitudini alimentari

Se Colombo non avesse mai scoperto il continente americano o se non fosse mai esistito, ci siamo mai chiesti come sarebbe la nostra alimentazione? Sicuramente molto diversa e più povera….

Colombo scopre il Nuovo Mondo: cambiò le nostre abitudini alimentari

Nella seconda metà del 1400 alcuni paesi europei avviarono nuove spedizioni per espandere i propri domini e il primo paese ad intraprendere viaggi di esplorazione fu il Regno del Portogallo, che ebbe come obiettivo le coste africane dal quale trasse avvio il traffico di oro e di schiavi. La fine del ‘400 e i primi anni del ‘500 furono quindi segnati dalle imprese di grandi navigatori portoghesi come Bartolomeo Diaz, Vasco De Gama e Ferdinando Magellano, e spagnoli, tra i quali anche il genovese Cristoforo Colombo, che nel 1492, a capo della spedizione finanziata dai sovrani Ferdinando D’Aragona e Isabella di Castiglia, salpò da Palos con le tre caravelle Nina, Pinta e Santa Maria. Il 12 ottobre del 1492, toccando terra, questi credette di aver raggiunto le coste dell’India, ma era sbarcato invece nelle isole Bahamas, non lontane da Cuba. Quando, fra il 1499 e il 1501, il navigatore fiorentino Amerigo Vespucci raggiunse le coste americane, per primo capì invece che le terre raggiunte da Colombo appartenevano ad un continente sconosciuto dagli europei. In suo onore esso fu chiamato “America”. Successivamente, poi, per evitare contrasti derivanti dall’espansione coloniale, Spagna e Portogallo firmarono nel 1494 il “trattato di Tordesillas”, stabilendo le rispettive aree di influenza: la Spagna avrebbe avuto le terre ad ovest del meridiano chiamato “raya”, mentre il Portogallo quelle ad est.

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Grazie alla scoperta di Colombo si intensificarono così i viaggi di esplorazione tipici di quei decenni ed essi determinarono, oltre alla scoperta di nuovi territori, anche l’incremento nel traffico di metalli preziosi e di prodotti di alto valore commerciale, con conseguente aumento della ricchezza dei paesi europei. Vi furono naturalmente anche gli aspetti negativi, prima tra tutte la distruzione delle civiltà precolombiane Maya, Inca, Azteca e la riduzione in schiavitù degli indios e, ma al di là di tutto, al di là delle sopraffazioni, degli inganni e delle violenze, indubbiamente il 12 ottobre 1492 il vecchio mondo europeo cambiò, incontrò il nuovo mondo americano e, sotto molti punti di vista, entrambi trassero profitto da quell’incontro, poiché iniziarono scambi di ogni tipo… anche alimentari. Le navi europee portarono infatti nelle Americhe la canna da zucchero, i maiali e i cavalli, mentre ritornarono cariche di tacchini, semi di cacao, mais, ananas, pomodori, patate, zucche, ecc.

Colombo scopre il Nuovo Mondo: cambiò le nostre abitudini alimentari

Insomma, Cristoforo Colombo – che era partito per cercare la rotta delle spezie verso l’Oriente, si trovò così per sbaglio in un nuovo continente, allora agli europei sconosciuto, dove le spezie non c’erano ma dove abbondavano tantissimi altri prodotti che ormai fanno parte della nostra alimentazione quotidiana e sono alla base della nostra dieta mediterranea. Al ritorno dalla prima spedizione verso le Americhe, ad esempio, Colombo così scriveva estasiato: “….credo di aver trovato rabarbaro e cannella e che troverò mille altre cose di valore che saranno scoperte dagli uomini che ho lasciato là…”. Quindi il 12 ottobre 1492 è una data importante anche per la storia dell’alimentazione europea, poiché l’America era ricca di colture e alimenti sconosciuti agli europei ma che fu “costretta” ad offrire, svelando anche alcuni “segreti del mestiere”, come quelli relativi al cioccolato.

Colombo scopre il Nuovo Mondo: cambiò le nostre abitudini alimentari

Il pomodoro ad esempio, originario del Perù, giunto in Europa venne inizialmente utilizzato come pianta decorativa e successivamente, solo dopo che sparirono le credenze sulla sua origine velenosa, fu largamente adoperato come alimento. Anche la patata è un tubero originario del Perù che dapprima fu visto con “mal occhio”, non per le sue proprietà alimentari ma a causa della sua natura, poiché lo si credeva capace di assorbire qualsiasi veleno della terra e di contagiare l’uomo. Inoltre consumato crudo era fortemente indigesto.

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Le superstizioni su questo alimento perdurarono fino al 1800, periodo dal quale iniziò ad essere utilizzato principalmente sulla tavola dei poveri. Il mais invece, uno dei più importanti cereali, fu conosciuto dagli europei già un mese dopo la scoperta dell’America, nell’isola di Cuba. Appena arrivato in Europa esso venne coltivato solo nei giardini dell’Andalusia, di Francia e Italia. Inizialmente considerato solo cibo per il bestiame, a causa delle carestie divenne l’alimento base per le popolazioni povere di tutta Europa, anche se in Italia la sua coltura è già fiorente a metà del ‘500 tra i contadini padani.

Cristoforo Colombo scriveva anche sul suo diario: “Vidi una enorme gallina con la lana sotto il becco”, e così descrisse il tacchino vedendolo per la prima volta. Alcuni, anzi, addirittura ritengono che sia stato proprio lui il primo europeo a venire a conoscenza dell’esistenza di questo animale. In Europa, tra il XVI e il XVIII secolo, esso venne considerato in Europa un “cibo principesco”, tanto da sostituire l’utilizzo del tradizionale pavone presso le mense regali e ancora oggi, nei giorni di festa, in molte nazioni il tacchino farcito domina le tavole.

Le popolazioni centroamericane, poi, usavano i semi di cacao come moneta e questo uso si mantenne in Messico fino alla fine XVIII secolo. Chiamato xoco-atl (acqua amara) dagli Aztechi, che lo consideravano frutto sacro e quindi riservato ai più alti dignitari, con l’arrivo dei conquistadores spagnoli gli europei ne compresero l’importanza alimentare, sia del cacao che della bevanda che da esso si traeva. Le prime manifatture relative all’impiego del cacao nella cioccolata appaiono in Spagna alla fine del XVI secolo e la passione per tale bevanda si diffonde nella nobiltà francese e italiana a partire dal XVII secolo, ma solo quando scese notevolmente il prezzo essa divenne una bevanda più popolare.

Vi sono insomma tantissime storie, leggende e racconti sui prodotti che arrivarono in Europa dalle Americhe a partire dal 12 ottobre 1942 e sui quali sono stati scritti interi volumi che compongono il grande romanzo della nuova cucina europea. Noi europei, quindi, non dobbiamo perciò dimenticare che è grazie a Cristoforo Colombo se abbiamo sulle nostre tavole gli alimenti base della nostra dieta alimentare, la “dieta mediterranea”, e a lui dobbiamo il piacere di mangiare un cioccolatino o le patatine fritte di cui tanto siamo golosi.

Samanta De Gaetano

Classe II, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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