Un film e un libro: per avere successo bisogna influenzare il pubblico?

Un film e un libro che a detta di molti giornalisti, sono arrivati a sfondare le classifiche. In questi ultimi giorni si è parlato molto del docufilm “Chiara Ferragni – Unposted” diretto da Elisa Amoruso sulla vita della stessa fashion blogger e del libro “Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza!” di Giulia De Lellis, scritto da Stella Pulpo ed edito da Mondadori.

Cosa hanno però in comune queste due uscite? E come sono arrivati a superare grandi nomi, sia nel campo cinematografico sia in quello della scrittura?

Un film e un libro: per avere successo bisogna influenzare il pubblico?

Il docufilm della Ferragni, presentato alla mostra del Cinema di Venezia, ha come obiettivo spiegare i retroscena della vita della “prima influencer al mondo nel campo della moda”. Chiara Ferragni nata a Cremona nel 1987, frequenta il liceo classico per poi iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza presso l’università Bocconi senza tuttavia completare gli studi. Decide, furbamente, di trasformare la propria passione in un lavoro, a volte anche sottovalutato, diventando una dei più importanti esponenti nel suo campo, grazie anche al suo seguito. È proprio qui che risiede la sua forza; nel grandissimo numero dei suoi seguaci, medesima forza che possiede il film, ideato e creato per chi segue la fashion blogger e per far conoscere meglio loro i retroscena e la forza che ci vuole anche nel crearsi un nome e nel sapersi mostrare. Tanto criticato dagli haters, tanto amato dai fan, è stato sicuramente un film evento, più che per la bellezza della pellicola, per il soggetto in sè.

Un film e un libro: per avere successo bisogna influenzare il pubblico?

Per quanto riguarda il libro di Giulia De Lellis il dibattito però è ancora più acceso, perché fin quando si parla di film, il soggetto può anche essere considerato “frivolo” ma non vale lo stesso per un libro, soprattutto quando “l’autrice” afferma di non aver mai letto un libro in vita sua. In effetti, i giornalisti inalberati, come parte del pubblico, non hanno tutti i torti nell’andare contro. L’idea di partenza è certamente quella di un libro fatto per le fan di Giulia, ideato per far conoscere loro (anche se in maniera abbastanza romanzata) le dinamiche della sua travagliata storia con l’ex tronista di Uomini e Donne, Andrea Damante. Nel libro, scritto da Stella Pulpo, viene mantenuto un linguaggio molto semplice e in certi casi più ad adatto ad un discorso parlato che ad un libro vero e proprio, ma di certo in quanto non scritto da Giulia stessa, non è giusto affermare che il problema sia dovuto al fatto che la tronista non abbia letto mai un libro, ma al fatto che gli italiani siano più attratti da un libro “frivolo”come questo e non da un libro più corposo come “L’istituto” di Stephen King.

Si vocifera, infatti, che presto  il grande Stephen King possa essere battuto dalla De Lellis, anche nelle librerie oltre che sul web, tuttavia per certi versi improbabile, visto che il popolo di internet è differente da quello delle librerie.

Ma come mai questo successo? Anche in questo caso alla base di tutto vi è un forte seguito. Ma quindi l’Italia sta veramente andando allo sfascio a causa degli influencer? Stiamo diventando veramente più ignoranti? O semplicemente è la rappresentazione del fatto che per avere successo alla base vi è il sacro fuoco popolarità?

Laura Siragusa IV C BS

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