Barcellona Pozzo di Gotto ha una storia nascosta

Barcellona Pozzo di Gotto ha una storia nascosta

Barcellona, giovedì 30 maggio 2019 gli alunni della scuola secondaria di primo grado “Foscolo”, insieme agli studenti di altre scuole, hanno partecipato al progetto “In Gita in Città”, per la prima volta organizzato a Barcellona Pozzo di Gotto dall’Amministrazione Comunale e in particolare dall’assessore alla cultura Angelita Pino che, insieme all’esperto Salvatore Scilipoti, ha guidato i circa 80 ragazzi coinvolti alla scoperta dei più significativi monumenti della città. Essi hanno così imparato molto sulla loro cittadina e soprattutto si sono resi conto che essa nasconde molte bellezze che la rendono unica. Possiamo elencarne moltissime ma partiamo dalla Basilica di San Sebastiano, che è il cuore pulsante di Barcellona e sorge in piazza Duomo imponente sulla città. Il duomo esiste da molti secoli e la prima chiesa fu costruita nell’attuale via Garibaldi.

Barcellona Pozzo di Gotto ha una storia nascosta

Dopo alcuni fatti accaduti, come il terremoto di Messina del 1908 che lo danneggiò molto, fu riprogettato da Andrea Suppa e Nicola Francesco Maffei ma, per vari motivi, soprattutto per lasciare spazio alle vie principali della città come via Roma, fu spostato, perciò demolito e ricostruito tra il 1932 e il 1935 nell’attuale sito. Il duomo moderno oggi rappresenta un simbolo per Barcellona in tutto il suo splendore e per la sua ricchezza monumentale, sia all’interno che all’esterno.

Barcellona Pozzo di Gotto ha una storia nascosta

All’interno la basilica è formata da una volte a botte ed ha tre navate molto simili tra loro. Oltre alle navate troviamo il transetto che si divide in meridionale, dove sono custodite la statua raffigurante San Sebastiano e la tela di San Cristoforo, e settentrionale, dove troviamo l’affresco dedicato alla “Pesca Miracolosa”, opera di Gino Colapietro. In entrambi i transetti si notano i quattro mosaici: Visitazione della Beata Vergine Maria, Natività di Gesù, Adorazione dei Magi e Presentazione di Gesù al tempio, tutti mosaici di Claudio Traversi. L’altare maggiore è interamente di marmo e raffigura la facciata frontale di un tempio romano in cui è inserita la tela del Martirio di San Sebastiano.

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Appena si entra nella chiesa, ciò che spicca di più è però il “Cristo Pantocratore” presente nella calotta absidale, affresco di Filippo Minolfi, che produsse anche i quattro evangelisti alla base della cupola, nel tamburo, rappresentati con i loro simboli. La cupola del duomo di San Sebastiano è la parte più importante della città e, con la sua immensità, è ammirata da turisti ma anche dai barcellonesi. Ha una pianta ottagonale che poggia sul tamburo e sulle sue pareti interne abbiamo delle vetrate raffiguranti alcune scene della vita di Gesù o di alcuni martiri.

Un altro monumento simbolo di Barcellona Pozzo di Gotto è la chiesa di San Giovanni Battista, che nel 1969 è diventato Monumento Nazionale. Nel corso dei secoli dovette affrontare vari pericoli, come i vari sismi, ma la sua struttura resistette, al contrario di alcuni dipinti e affreschi presenti all’interno, tanto che il soffitto e il pavimento sono stati oggetto di restauro insieme ad altre opere. L’altare maggiore è di marmo ed è abbellito da diversi affreschi, dipinti e altorilievi; vi si trova in particolare l’affresco dell’”Incoronazione della Vergine” mentre possiamo notare l’altare a baldacchino in altorilievo.

Barcellona Pozzo di Gotto ha una storia nascosta

La chiesa dell’Immacolata Concezione, pur essendo non molto grande, ha invece un significato fondamentale per la città perché ricorda la Vergine Maria che già dal primo istante di nascita era priva del peccato originale, quello di Adamo ed Eva, perciò all’interno ci sono varietà di dipinti sulla Vergine, raffiguranti scene della sua vita o scene di profondo significato.

Nel secolo scorso in via Garibaldi, davanti al vecchio Duomo, avremmo potuto ammirare il teatro Placido Mandanici, distrutto in un incendio, forse provocato di proposito, e oggi ricostruito nella Villa Primo Levi, vicino al Monumento dei Caduti. Adesso al suo posto si trova un’Oasi per i ragazzi in cui è attiva la Pro Loco, un’associazione che collabora all’organizzazione delle varie manifestazioni culturali a Barcellona Pozzo di Gotto.

In città troviamo poi anche la Biblioteca Comunale, che è dedicata a Nannino di Giovanni, caduto in guerra e figlio unico, motivo per il quale i genitori, non avendo altri eredi, donarono l’edificio al Comune. Adesso essa contiene più di 50000 testi, tra cui libri antichissimi risalenti alla prima stampa, inventata da Johannes Gutenberg, che devono stare a una certa temperatura e umidità, oppure vi vengono conservati anche documenti ufficiali del 1800, oltre a testi di valore inestimabile. In essa la cittadinanza tutta può prendere in prestito ogni tipo di cui la biblioteca offre la disponibilità e di qualsiasi genere, a partire dal fantasy fino ad arrivare al giallo. E poi anche libri dedicati alle donne: sui femminicidi, su storie di donne importanti oppure libri di scrittrici famose…

Infine, tra i monumenti che il percorso culturale “Gita in Città” ha dato modo di conoscere agli alunni che vi hanno partecipato, permettendo anche ad alcuni di loro di trasformarsi in “piccoli ciceroni”, vi è uno dei più importanti edifici in stile “Liberty” della Sicilia: la villa Arcodaci, che prende il nome del suo ultimo proprietario ma che fu costruita al tempo del barone Foti. All’interno vi si possono ammirare anche degli abiti ottocenteschi e delle ricostruzioni di vetrate antiche.

Anche se non sembra, quindi, Barcellona Pozzo di Gotto è una città ricca di cultura e di meraviglia e spesso, invece di lamentarsi dei problemi, come la spazzatura o le buche nelle strade, i barcellonesi dovrebbero accorgersi di ciò che gli sta attorno… Essa è infatti una città che ha resistito a tutto e che oggi è orgogliosa di ospitare nelle proprie strade edifici che testimoniano la storia e ne fanno un luogo prezioso e tutto da scoprire.

Chiara Munafò

Classe I, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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