Un viaggio tanto atteso per la primaria di San P. Marina e Pace del Mela

Viaggio coinvolgente Quest’anno gli alunni della classe quarta A della scuola primaria “Don Bosco” di Pace del Mela e gli alunni del secondo ciclo della scuola primaria “Luigi Pirandello” di San Pier Marina sono stati coinvolti in un viaggio d’istruzione che ha avuto come meta Siracusa e Noto.

Due tra le tante perle della meravigliosa Sicilia. La tanto attesa avventura per i nostri dinamici alunni è iniziata alle ore 6:00 del 13 maggio 2019.

L’autista super puntuale dalle 5:30 attendeva  l’arrivo dei piccoli passeggeri, pronto a vivere due “vivaci” giornate. E … finalmente, dopo aver constatato che ognuno era al proprio posto, l’autista soddisfatto avviava il motore per iniziare il nostro viaggio, noi insegnanti invece … ci affidavamo al buon Dio perché andasse tutto bene.

Il meraviglioso panorama ha reso più “leggero” il viaggio, ma la vista della città destò tutti, soprattutto gli alunni desiderosi di conoscere realmente quanto avevano studiato nelle ricerche lette a scuola. Il pullman ci ha lasciato nei pressi del Parco archeologico della Neapolis dove ci attendeva la guida. La guida man mano che avanzavamo ci dava le relative delucidazioni.

Un viaggio tanto atteso per la primaria di San P. Marina e Pace del Mela

L’ imponente teatro greco, con la sua cavea scavata completamente nella pietra sfruttando la naturale pendenza del colle Temenite, era meraviglioso. La guida con entusiasmo ci spiegava tutto, gli alunni ascoltavano, formulavano domande, riferivano le conoscenze apprese a scuola e… nel frattempo eliminavano gli indumenti in eccesso, visto il caldo.

Alle spalle della cavea si trova un grande spiazzo su cui si apre, al centro, la cosiddetta Grotta di Ninfeo. La sua vasca rettangolare ravvivata dalle acque di un acquedotto greco ha entusiasmato gli alunni che con gioia l’hanno immortalata nelle foto.

Abbiamo proseguito il nostro viaggio lungo la Via dei Sepolcri. Nelle pareti che la fiancheggiano sono scavati ipogei di epoca bizantina e nicchie votive che servivano, appunto, per depositare offerte.

La guida con gran solerzia ci ha condotto alla Latomia del Paradiso, oggi un delizioso giardino ricco di aranci, palme e magnolie, alla Grotta dei Cordari, così chiamata perché utilizzata, fino a poco tempo fa, da questi artigiani per intrecciare la corda in un ambiente piacevolmente fresco. Ma la nostra attenzione veniva rapita dalla maestosa grotta denominata dal Caravaggio agli inizi del ‘600: “Orecchio di Dionisio”. Come evoca il nome, l’aspetto della grotta richiama un padiglione auricolare. 

Gli alunni hanno ascoltato con attenzione la leggenda secondo la quale Dionisio il Vecchio, grazie all’eco eccezionale, avrebbe potuto ascoltare, non visto, i suoi nemici.

La guida ha saputo coinvolgerli facendo sperimentare il modo corretto per riprodurre l’eco. Gli alunni avrebbero preferito continuare nei loro “giochi” di voci, determinati dal particolarissimo eco, ma l’Anfiteatro Romano, costruito in epoca imperiale, ci attendeva.

La guida poi ci ha ricondotto al punto di partenza, dove noi povere maestre avremmo beneficiato volentieri di qualche occhio in più, vista la velocità con la quale i nostri pargoli passavano da una bancarella all’ altra pronti a svaligiarle nell’intento di portare a tutti un piccolo omaggio.     

Finalmente i nostri timpani, tra le tante voci, riuscivano a percepirne una tanto desiderata:

” Possiamo andare”. Così siamo andati a visitare il santuario della Madonna delle Lacrime, la cui storia ha commosso tutti.

La guida con un po’ di fatica ci ha condotto al pullman che ci ha portato al ristorante. Finito il pranzo abbiamo raggiunto il porto. Riprendiamo il nostro cammino e poco dopo, con grande gioia dei piccoli “turisti”, giungevamo a piazza Archimede, animata dall’ ottocentesca fontana di Artemide e poi al Duomo, costruito sul tempio dorico di Atena.

Gli alunni ascoltavano volentieri le approfondite informazioni, ma il loro interesse si è focalizzato, soprattutto, sui racconti della vita di Santa Lucia e sulla suggestiva leggenda legata alla Fonte Arethusa.

Lasciata la fonte il nostro sguardo veniva rapito dal meraviglioso lungomare, dal Ponte Nuovo, da C.so Umberto I e senza accorgercene siamo arrivati al piazzale dove ci attendeva il pullman per portarci all’albergo sito nella meravigliosa Noto.  

Al mattino abbiamo visitato la riserva di Vendicari, un tuffo nella natura incontaminata che ha visto gli alunni molto partecipi e attenti nell’osservare, nell’ascolto e nel porre pertinenti domande. Nel primo pomeriggio la visita di Noto non può che iniziare da piazzale Marconi, dove si trova la statua di S. Corrado Confalonieri, patrono della città, opera di M. Ferretti. Da qui abbiamo imboccato viale Marconi, ornato da ombrosi alberi di ficus Benjamina, fino alla Porta Reale, opera di D. Angelini, allievo del Canova. Questa porta ci ha immesso nel “salotto” cittadino, fu eretta nel 1838 in onore di re Ferdinando II di Borbone in occasione di una sua visita alla città. Il monumento è sormontato da un pellicano, un cane ed una torre, rispettivamente simboli di abnegazione, fedeltà e forza del popolo netino verso il re. Superata Porta Reale abbiamo iniziato a percorrere C.so V. Emanuele, dove sono prospicienti i più importanti edifici civili e religiosi: piazza XXX Ottobre sulla quale domina, al sommo di una scalinata, la stupenda chiesa di S. Francesco all’ Immacolata, l’ex monastero delle Benedettine, la chiesa di S. Chiara con l’annesso ex convento reso suggestivo dalle particolari finestre protette da inferriate ricurve,  piazza Municipio, centro di Noto, dove sorgono i monumenti più rappresentativi, che esprimono l’ariosità del barocco: la Cattedrale, i  palazzi nobiliari e palazzo Ducezio storica residenza municipale.

Ci trovavamo nel tratto più esaltante del salotto barocco, dove i due monumenti –Cattedrale e Municipio- si fronteggiano a simboleggiare la perfetta corrispondenza dei due poteri: l’uno religioso e l’altro civile della città.

La maestosa Cattedrale di San Nicolò sorge sulla sommità di un’ampia scalinata che la collega al Municipio, finalmente abbiamo potuto osservare la sua cupola ricostruita di recente, anche se ancora il suo interno non è stato riportato agli antichi splendori.

Storditi da tali meraviglie, la guida ci conduceva in via Nicolaci dove abbiamo potuto ammirare uno dei palazzi più grandiosi della città: palazzo Nicolaci di Villadorata, attribuito al Labisi: La facciata è caratterizzata dai “balconi” più belli del mondo, famosi pei i satiri, gli animali mitologici e le chimere che li sorreggono. L’interno è altrettanto sontuoso: stanze e saloni affrescati ed uno splendido cortile in pietra chiara.

Il percorso era giunto al termine e dopo una “visitina” ai negozi di souvenir ed un’altra al bar per un rinfrescante gelato, lasciavamo l’incantevole Noto sedotti dal fascino della sua naturale scenografia, dalle abbondanti decorazioni, dal fastoso stile merlettato degli edifici, dall’esuberante fantasia dei mensoloni dei palazzi, sorretti da mascheroni grotteschi, dal mielato colore delle scolpite pietre.

Le Insegnanti Alesci, Arena e Fiorentino

È stata un’esperienza veramente istruttiva un viaggio coinvolgente che ha lasciato un segno indelebile nei nostri alunni. In noi insegnanti, invece, la gratificazione di ricevere i complimenti da parte delle guide e del personale dell’albergo per l’impeccabile comportamento e per l‘attiva partecipazione assunta dai nostri alunni.

Le insegnanti

Alesci Tindara   

Arena Maria  

Fiorentino Grazia                       

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.