Dalle tracce…all’identificazione personale!

A chi non è mai capitato di guardare in tv un thriller o di leggere un giallo e di immaginare il volto e il nome dell’assassino? O di provare ad indovinare il movente di un crimine? I contenuti sono i misteri da risolvere: furti, omicidi, sequestri…. La suspance alimenta l’adrenalina nell’attesa di sapere se “Sherlock Holmes” piuttosto che “Montalbano” o ancora “L’ispettore Colombo risolvano il caso.

Dalle tracce…all’identificazione personale!

Questa è l’atmosfera di giorno 11 aprile nell’Aula Magna dell’I.T.T. “E. Majorana” di Milazzo quando, grazie all’iniziativa del prof. Rizzo, Responsabile art. Chimica e Materiali, è venuto a trovare la famiglia del Majorana il dott. S. Spitalieri, biologo molecolare forense e consulente tecnico C.I.S. (Centro Investigazioni Scientifiche).

All’incontro erano presenti sette classi dell’Istituto dell’indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologia: VACM, VABS, VBBS, VCBS, VDBA, VDCM, VEBS.

Gli argomenti hanno catturato da subito l’interesse di tutti: l’analisi della scena di un crimine e la ricerca delle tracce biologiche.  Gli eventi esaminati erano pertinenti a casi reali risolti nel nostro paese.

Per iniziare il prof. Munafò, docente e Responsabile Laboratori area Chimica e microbiologicadell’istituto, ha presentato il nostro ospite esprimendo i più vivi ringraziamenti per la disponibilità e per aver messo a disposizione di tutti professionalità, conoscenza ed esperienza.

Dalle tracce…all’identificazione personale!

Quindi il dott. Spitaleri ha passato in rassegna i pilastri delle investigazioni scientifiche, da Bertillon a Lombroso, sottolineando l’importanza di utilizzare dispositivi di sicurezza per evitare di contaminarsi o di contaminare le scene; ha sostenuto come le fasi iniziali di ogni indagine tecnica siano finalizzate all’acquisizione discriminata di tutti gli elementi che possano risultare utili alle indagini di laboratorio. Gli accorgimenti più importanti: non usare mai buste di plastica perché possono alterare le tracce rilevate in quanto ambienti accoglienti per muffe o altri agenti responsabili di alterazioni.

Particolare interesse nei ragazzi ha riscontrato l’argomento delle tracce biologiche, evidenti o latenti, e l’utilizzo degli strumenti impiegati, quali le speciali sorgenti di luce, per la loro individualizzazione, impossibile ad occhio nudo. Tuttavia, il reperimento delle stesse è soggetto a degradazione per l’azione di agenti esterni e a potenziale contaminazione da parte dell’operatore.

Quando il dott. Spitalieri ha spiegato come i raggi UV possono danneggiare il DNA rilevato, ha schematizzato l’iter di una indagine dalla scena del crimine al laboratorio, cioè dal recupero del reperto all’individuazione del profilo genotipico tramite strumenti di estrazione automatizzata, amplificazione, tipizzazione elettroforetica ed elettroferogramma e, infine, all’individuazione de profilo DNA.

A questo punto un intervento: come si fa a capire se un DNA trovato è maschile o femminile? Da qui un dibattito in cui il dott. Spitalieri ha spiegato la procedura di quantificazione dei cromosomi X e Y da cui si rileva il sesso.

L’intervento si è concluso con il racconto di casi concreti: Partinico, Ribera, Roccella Ionica, Montallegro, Strage di Rende, tutti luoghi che racchiudono omicidi risolti e non.

In particolare due sono i casi che hanno suscitato più stupore ed in cui l’intervento del C.I.S. è stato fondamentale: il primo riguarda l’omicidio di una donna, Maria Armando Montanari, per il quale a 22 anni dal misfatto, l’intervento del CIS è stato fondamentale per la scarcerazione di innocenti;  il secondo caso pertinente la morte di un ragazzo, Alessandro Gallelli, trovato impiccato nel carcere di San Vittore. I familiari non hanno creduto all’ipotesi del suicidio e, dopo sei anni, con intervento del CIS, è stato possibile riaprire il caso.

A chiusura dell’intervento, il Dirigente Scolastico, prof. Stello Vadalà ha ringraziato e salutato il dott. Spitalieri il quale, in ultimis, è stato circondato dai ragazzi che, emozionati, chiedevano come poter diventare un investigatore privato o un componente dei RIS (Reparto Investigazioni Scientifiche), che la nostra bellissima Messina ha l’onore di ospitare insieme a sole altre tre città in tutta Italia: Roma, Parma e Cagliari.

Santina Pilato

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