Un giorno in cui gioco, scherzo e finzione diventano la regola

Sicuramente il Carnevale è una festa allegorica che compiace grandi e piccini. La sua caratteristica è il gioco, lo scherzo e soprattutto il mascheramento.

Rio de Janeiro

Ormai è una festa diffusa in molte parti del mondo, ma il Carnevale più antico è sicuramente quello di Venezia, seguito , dopo molto tempo, da quello di Rio in Brasile.

Venezia

Tornando in Italia a Venezia, ogni anno le piazze e le calli si riempiono di dame con bellissimi abiti settecenteschi e cavalieri, attirando turisti da tutto il mondo. Diventa un momento magico in cui sembra che la macchina del tempo ci riporti indietro nel tempo. In ogni regione italiana però il Carnevale ha le sue caratteristiche con le relative maschere, che rappresentano lo spirito di un popolo come, per citarne qualcuna, Arlecchino, furbo e simpatico, che insieme alla maschera napoletana di Pulcinella, è tra quelle più conosciute.

L’origine del Carnevale è comunque molto antica. Qualcuno sostiene che sia una festa cristiana, ma è stato inserito come data da festeggiare solo nel calendario cristiano intorno al III secolo. Molti studiosi invece parlano della concezione pagana e mitologica del Carnevale perchè pare che tra i greci e i romani si facesse un corteo con una nave dedicato al dio Dioniso o Bacco, il dio del vino. Simili festeggiamenti si svolgevano all’inizio dell’anno nuovo o quando si avvicinava la primavera, alla fine dell’inverno e spesso si metteva in scena la “morte” di un pupazzo che veniva bruciato, così spazzava via tutte le cose negative. Ne è passata di acqua sotto i ponti ed ancora molte tradizioni sussistono, anche se la festività è diventata un momento di bussines con vendita di maschere, bombolette spray, coriandoli, vestiti… Tutto deve essere esibizione e grandi e piccini non vedono l’ora che arrivi il Carnevale per travestirsi, abbuffarsi dei piatti tipici, di leccornie.

Io amo questo momento perché mi piace vedere sfilare i carri allegorici, la gente che ride, scherza ed è rilassata perchè, almeno per qualche ora, i problemi si dimenticano lasciando spazio al divertimento. A Barcellona, la mia città, la domenica e il martedì grasso sfilano i carri ed io con la mia famiglia andiamo a vederli. Ammiro i “capolavori” che realizzano con la cartapesta, non sono mai salita su queste ”macchine meccaniche” però lo sogno da quando ero piccola. In questi giorni, approfittando delle breve vacanza scolastica, mi recherò quindi in piazza San Sebastiano a festeggiare con le mie “armi in dotazione”: coriandoli, bombolette spray e stelle filanti, cercando di non “mietere vittime”.

Alcune volte capita però che ragazzi vestititi da maschere “lorde” spruzzino dello spray irritante, provocando delle brutte conseguenze con qualche ricovero in ospedale. Purtroppo questo è un altro risvolto negativo di chi si maschera per non essere riconosciuto, creando situazioni di panico. Infatti in questa occasione io non esco mai da sola, perché so che non tutti sanno scherzare in modo sano senza far del male al prossimo. Allora dico: perché ci sono persone che non sanno stare con gli altri e che non sono in grado di gioire positivamente e di condividere il Carnevale? Anche lo scherzo deve avere una regola , altrimenti diventa violenza gratuita. Quello che ancora qualcuno non ha capito. Quindi, come dice il proverbio, “A Carnevale ogni scherzo vale” ed io aggiungo.. “ma rispettando le regole!”

Greta Coppolino

Classe I, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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