La cattedrale di Monreale

Nella zona di Monreale, tra il 1163 ed il 1165, arrivarono i Normanni. La fondazione della cattedrale della città è dovuta proprio al sovrano normanno Guglielmo II, detto “il Buono”, figlio del Guglielmo “il Malo”, che divenne re giovanissimo e fu sotto la custodia di Gualterio Familio, l’arcivescovo che realizzò la cattedrale di Palermo.

Quando raggiunse la maggiore età egli decise, in seguito ad una leggenda, di realizzare il meraviglioso duomo a Monreale dopo un evento strano. Già prima che arrivassero i Normanni, infatti, questa zona era formata da giardini che erano poi divenuti le tenute di caccia dei loro re.

Un giorno, in un momento di riposo di Guglielmo II, dopo una battuta di caccia, gli viene sotto un carrubo in sogno la Madonna, a cui era devoto, che gli svela che sotto l’albero dove lui stava riposando c’era un tesoro d’oro e, qualora lo avesse trovato, avrebbe dovuto dedicarle un tempio. Guglielmo mantiene la promessa e fa costruire la cattedrale dedicata a Santa Maria la Nova, in asse con la fondazione della città e perfettamente orientata, secondo le basiliche bizantine, ad oriente, interamente rivestita d’oro solo all’interno.

Una volta che il re vede la cattedrale di Palermo, però, scatta una sorta di competizione perché quella all’esterno è bellissima, ma molto spoglia all’interno. Allora lui, che invece crede che la chiesa sia metafora dell’animo umano, decide di realizzare una cattedrale molto spoglia all’esterno ma decoratissima all’interno, come deve essere a suo giudizio l’animo dell’uomo. La cattedrale di Monreale, quindi, all’esterno è formata da una facciata principale inquadrata da due austere torri quadrate e massicce, mentre dentro è un tripudio di mosaici dorati e colorati. Essa è stata costruita velocemente, si dice in una paio d’anni, chiamando maestranze arabe e bizantine che, utilizzando molto del loro stile, lavorarono molto intensamente per la realizzazione di questo tesoro architettonico.

Ritroviamo nella cattedrale gli elementi tipici dell’architettura normanna nel timpano, quindi le absidi, gli archi a sesto acuto con un gioco di elementi geometrici con pietra chiara e pietra scura. Guglielmo II la dedica alla Madonna ed è un luogo che deve accogliere il popolo che, nel Medioevo, non sa leggere le Sacre Scritture né scriverle. Allora qual è il migliore modo di raccontare le Sacre Scritture se non attraverso le immagini? Questo è perciò un luogo di catechesi presentata sulle pareti in ogni suo centimetro.

La chiesa è, allo stesso modo della Cappella Palatina, formata da una grande navata centrale, due navate laterali divise da nove colonne per lato, tutte colonne di riutilizzo e in granito tranne l’ultima in fondo a sinistra che è in barbo cipollino. Anche questo ha un valore simbolico e spirituale perché, mentre le altre colonne rappresentano la religione, quindi Dio che sorregge il mondo, in realtà nella rappresentazione umana è necessario che ci sia anche l’uomo a sorreggere questa spiritualità, quindi in qualche modo ci vuole anche il suo contributo rappresentato da un materiale diverso, meno pregiato. Le pareti nelle navate laterali sono interamente rivestite in marmo, con un’alternanza di fasce di marmo inquadrate da strisce mosaicate e nella fascia soprastante tutto questo richiama al palmizio, simbolo dei giardini normanni. La navata centrale e le due laterali convergono poi tutte verso lo splendido Cristo Pantocrator dell’abside, Cristo che, al di sopra di due serie di santi e apostoli, benedice dall’alto della sua Maestà chiunque lo guardi in cerca del suo sguardo sempre sfuggente. La Cattedrale di Monreale, insomma, rappresenta un tesoro artistico eccezionale che l’UNESCO ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità e che ci rende orgogliosi di vivere in Sicilia, terra di arte e storia come poche altre.

 

Chiara Accetta

Classe II, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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